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domenica 14 giugno 2015

14 giugno 2015... Produzione di cera (e miele) a livelli massimi

Il meteo sino a ieri ha continuato a regalarci giornate soleggiate e molto, molto calde.
Ieri alle 16:00 in apiario c'erano 36°C. e l'attività delle api era a dir poco frenetica. D'altro canto con la fioritura del tiglio al massimo dello splendore e tempo così favorevole non potrebbe essere diversamente.

La famiglia che popola l'arnia nr. 1 ha (finalmente) iniziato di buona lena la costruzione dei favi del melario ma anche tutte le altre famiglie stanno dando il massimo in termini di costruzione dei telaini da melario che abbiamo posizionato.

Ecco, per far capire con che impeto le famiglie stiano costruendo basta osservare le foto qui sotto. Si tratta di un melario da osservazione, le cui pareti sono in vetro, che è stato posizionato 10 giorni fa circa su una famiglia.

Ebbene, non più tardi di 7 giorni fa detto melario conteneva soltanto telai dotati di foglio cereo ma nessuno di essi era minimamente costruito.

L'altro ieri si presentava così...



Come si vede da questa istantanea le api hanno ben costruito i favi ed ora si accingono ad immagazzinarvi il miele. Abbiamo notato che le api iniziano generalmente, la costruzione dai favi centrali del melario ed infatti la foto ritrae proprio i favi posti al centro del melario.

Come si vede da quest'altra foto invece il telaino posto più all'esterno è ancora in parte da ultimare ma di certo è questione di giorni...




Bella a mio parere anche quest'altra immagine nella quale si vede, tra le altre, un'ape con la testa dentro ad una cella intenta a posizionare il miele all'interno della celletta del favo appena finito di costruire...




Continuiamo inoltre nell'opera di potenziamento degli sciami dotati di regina selezionata per la produzione di pappa reale. A tal fine abbiamo posizionato sulle arnie che contengono queste famiglie due melari ciascuna così da ottenere un "corpo cassa" posto sopra le arnie. All'interno di questi corpi cassa abbiamo inserito 4 telaini da nido dotati di solo foglio cereo, per dar sfogo alla necessità di costruzione di cera di queste famiglie, e 6 telaini da nido già costruiti così che la regina possa salire a deporre anche in questo nuovo corpo posto sopra il nido.

Una volta che queste famiglie saranno diventate molto forti, dotate di almeno 13-14 telai di covata, le metteremo in produzione per quanto attiene la pappa reale.

Tornando al meteo, oggi il periodo di bel tempo è stato interrotto da un vero nubifragio con raffiche di vento molto forti. L'apiario non ne ha risentito ma la fioritura del tiglio si. Sarà interessante capire ora se le famiglie modificheranno la loro andatura in termini di deposizione di nuove uova e di costruzione di cera...

Al prossimo post!

Alessandro

mercoledì 10 giugno 2015

Rilfessioni sulle diverse attitudini delle api regine

A cinque giorni dal mio ultimo post eccomi qui di nuovo per parlarvi di altri meccanismi che regolano la vita dell'alveare e che ci fanno riflettere.

Ogni alveare è diverso dagli altri perchè diverse sono le regine che li governano. Ciascuna è il risultato della combinazione di materiale genetico in parte o in toto differente e ciò determina i caratteri predominanti in ciascuna regina, quali diversa propensione alla produzione di miele, di polline, di cera, di pappa reale, maggiore o minore aggressività, maggiore o minore istinto sciamatorio e così via.

Ciò deve spiegare perchè, ad esempio, mentre alcuni alveari del nostro apiario hanno già ampiamente costruito i favi del melario, altri stanno iniziando da poco a farlo mentre altri ancora sembrano popolati da api che disdegnano la salita al melario.

Ovviamente queste considerazioni sono fatte prendendo ad esame alveari aventi forza confrontabile perchè, altrimenti, tali differenze sarebbero spiegate anche dalla diversa quantità di api presenti in ciascuna arnia.

L'arnia nr. 1 per esempio è molto popolata e dotata di ben 8 favi di covata su un totale di 10. Nonostante ciò le api, per ora, non hanno iniziato a costruire i favi del melario.
Ecco, in questo caso ritengo che il fattore regina abbia un suo peso, così come ha il suo peso, ma dal lato opposto, l'influenza esercitata dalla regina nell'arnia nr. 5, palesemente la più produttiva (in termini di miele immagazzinato) dell'apiario ad oggi.

Anche l'arnia nr. 12 è interessante. Quest'ultima è dotata di ben 8 telai di covata e, sino a 10 giorni fa, si presentava con il melario iper popolato di api anche se queste ultime non ne volevano sapere di iniziare la costruzione dei favi.

In occasione della mia ultima visita, con mio stupore, ho notato la quasi completa assenza di api nel melario, a differenza di quanto osservato solo qualche giorno prima!

Vista questa situazione ho deciso di ispezionare con cura il nido sottostante ed ecco ciò che ho scoperto...

Numerose celle reali opercolate. La regina sta per nascere...

Eh si... La vecchia (si fa per dire) regina non c'è più... Al suo posto abbiamo la bellezza di 6 celle reali opercolate. La nuova regina si appresta a nascere.
Sarebbe interessante capire perchè questa regina è stata sostituita dal momento che aveva un anno di età e dunque era ancora giovane e produttiva ma tant'è.. Una nuova sovrana sta per sfarfallare.

A questo punto però mi attendo che la famiglia riprenda a salire a melario una volta che la nuova regina sarà stata fecondata ed avrà dunque preso possesso in pieno delle sue funzioni di guida per questa colonia.



Un buon 50% degli alveari si presenta comunque più equilibrato con costruzione di cera regolare e produzione di miele accettabile. Ecco nella foto un bel favo da melario appena costruito nell'arnia nr. 11.. Aspettiamo solo che le api lo riempiano del loro prezioso e dolce nettare!



Al prossimo post!
Alessandro

venerdì 5 giugno 2015

E' arrivato un gran caldo e con esso la produzione importante di cera negli alveari

Inizio giugno 2015, alle 14:00 si toccano i 37°C e di notte non si scende di certo sotto i 20-22°C. Il tiglio qui a Stroppare è fiorito oggi e, quindi, si apre ora a mio avviso la fase più frenetica della stagione apistica.
Frenetica perchè il tiglio è una pianta mellifera importantissima e molto generosa in termini di nettare offerto; ciò significa grandi importazioni negli alveari e quindi importanti produzioni di miele (meteo permettendo ovviamente).

Nel nostro caso, particolare perchè non avevamo prima di quest'anno alcun favo da melario già costruito, ci siamo trovati in una situazione in cui tutta l'acacia (prima grande fioritura della stagione) ha permesso alle api di immagazzinare una gran quantità di nettare nel nido ma non nei melari. Ciò perchè per l'appunto i melari non contenevano favi già costruiti e quindi atti a ricevere il miele e ai primi di maggio quando è fiorita l'acacia le famiglie (quasi tutte) non erano così popolate da sentire l'esigenza di salire nel melario al fine di costuire i favi in esso presenti.

Questo ha fatto si che nei nidi, post fioritura dell'acacia, iniziasse a scarseggiare lo spazio a disposizione della regina per l'ovideposizione. Che fare...

Nel frattempo le famiglie si sono sempre più popolate sino a diventare sciami decisamente importanti; le più forti da metà maggio in poi presentavano grandi quantità di api aggrappate ai fogli cerei siti nei melari ma non c'era verso che iniziassero a costruire cera... Solo degli abbozzi, ma molto lentamente. Eppure sotto lo spazio scarseggiava e le famiglie come detto erano super popolose.

Le temperature esterne però difficilmente superavano i 20-22°C di massima e la notte si scendeva sin quasi a 12°C.

Improvvisamente, meno di una settimana fa, è arrivato il caldo e con esso i fogli cerei dei melari hanno iniziato ad ingrossarsi. Le api stanno costruendo i favi dei melari e man mano che li costruiscono vi depositano il miele.

C'è poco da fare o da affrettare... La Natura ha i suoi tempi e le api seguono questi ritmi da millenni, che ci piaccia o no, in barba (giustamente) alle nostre esigenze.

Un favo recentemente costruito dalle api contenente già una bella rosa di covata opercolata. Il favo è stato realizzato solo qualche settimana fa e lo si capisce dal colore giallo chiaro della cera di cui è composto


Le nostre api stanno complessivamente bene, le famiglie sono tutte in salute e, salvo casi sporadici ma comunque non preoccupanti, sono tutte molto popolate.

E' molto importante l'ambiente nel quale le api vivono e prolificano e noi, obiettivamente, siamo decisamente fortunati pur essendo l'apiario sito in una zona rurale dedita in prevalenza a colture  di cereali.

Siamo fortunati perchè l'apiario è posizionato nel cuore di una piccola, forse piccolissima, riserva verde caratterizzata da un elemento fondamentale: la BIODIVERSITA'.

Si, perchè quelle poche centinaia di metri quadrati  che ospitano l'apiario, sono un trionfo di specie botaniche diverse, quasi completamente autoctone e di questo occorre ringraziare il sig. Sante, il padrone di casa, che in qualche decennio una dopo l'altra ha messo a dimora una miriade di varietà diverse.
In questa maniera le fioriture si susseguono nei vari mesi senza soluzione di continuità e, altra cosa importantissima, le api hanno a disposizione tante tipologie differenti di polline e ciò non può che avere effetti benefici sui loro organismi.

Anche l'agave trova spazio nell'area dell'apiario TerraFiorita

Al prossimo post!
Alessandro




domenica 17 maggio 2015

Maggio 2015.. Tra prime prove di pappa reale e sostituzione di api regine

Siamo a maggio inoltrato e la stagione apistica è entrata ormai nel vivo! L'acacia (Robinia pseudoacacia) è fiorita il primo maggio ed ha tenuto la fioritura per due settimane grazie al tempo meteo molto favorevole. Le nostre api ringraziano!

Ora attendiamo fiduciosi la fioritura del tiglio, altra pianta estremamente generosa con le api..

Il nostro obiettivo, che pian piano stiamo raggiungendo, è rappresentato dall'ottenimento di favi da melario costruiti. Il miele che asporteremo dagli alveari per il nostro consumo infatti non è quello contenuto nei nidi (l'arnia) in quanto quello è di pertinenza della famiglia ed occorre alla stessa per le proprie esigenze. Ciò che andremo a prelevare è il miele che le api avranno immagazzinato nei favi contenuti nel melario, ovvero l'appendice dell'arnia posta sopra la stessa nei periodi di produzione del miele.

Chiaramente al fine di poter immettere il miele nelle cellette dei favi, questi ultimi devono essere stati preventivamente costruiti dalle api.

Noi non avevamo nessun favo da melario già costruito, per cui quest'anno non potremo gustare molto miele di acacia. Tuttavia il mese di maggio che stiamo vivendo è ugualmente molto importante in quanto le api, che nei nidi stanno aumentando di numero ogni giorno che passa, pian piano salgono nel melario ed iniziano a costruire i favi presenti nello stesso.

Tutto questo lavoro verrà buono per l'anno prossimo quando, in occasione della prima grande fioritura (l'acacia) disporremo di favi già belli costruiti; le api quindi non dovranno perder tempo a costruire i favi e potranno quindi utilizzarli per l'immagazzinamento del miele!

I favi di cera, che siano da melario o da nido, sono  dunque preziosissimi nell'ambito dell'attività svolta dall'apicoltore.

I nuclei che vedete qui sotto sono stati creati il primo maggio 2015 e contengono ciascuno un'ape regina selezionata per la produzione di pappa reale. Su due di essi abbiamo già posizionato due melari sovrapposti l'un l'altro così da creare un "corpo cassa" sovrastante al nido. Tra nido e melari abbiamo inserito una griglia eslcudi regina in modo tale da confinare la regina nel nido sottostante.



La parte superiore della famiglia rimane quindi orfana e perciò sarà stimolata ad allevare una nuova regina. A tal proposito noi innesteremo su appositi cupolini in plastica alimentare delle larve di operaia molto piccole (devono avere un'età al massimo di 12 ore) così da stimolare le api ad allevare tali larve come nuove regine.
Le regine come sappiamo vengono alimentate solo con pappa reale ed è per questo che noi, ogni 72 ore, andremo a prelevare i cupolini di volta in volta innestati al fine di prelevare la pappa reale in essi contenuta (previa aspirazione della larva d'ape da ciascun cupolino).

I primi innesti non sono andati a buon fine ovvero le api non hanno accettato nessuna delle larve che abbiamo innestato nei cupolini. E' anche vero però che le prime figlie della regina selezionata da pappa reale nasceranno il 21 maggio (dal momento che i nuclei sono stati creati il primo maggio) per cui continuiamo a provare, certi che l'accettazione migliorerà e che riusciremo a produrre della pappa reale!

Nel frattempo due famiglie hanno sostituito in autonomia le rispettive regine e ne hanno allevato delle nuove. Ieri, in occasione di una visita di controllo in apiario, ho potuto apprezzare la bellezza delle nuove regine di questi due alveari. Sono state già fecondate ed ora sono già al lavoro nelle rispettive arnie..

Al prossimo post!

Alessandro

domenica 26 aprile 2015

L'esplosione della primavera in apiario

Siamo molto fortunati perchè il nostro apiario è attorniato da numerosissime specie vegetali diverse e soprattutto perchè tale abbondanza di fioriture  permette alle api di non doversi allontanare poi molto dalle rispettive arnie e ciò non può che avere effetti benefici perchè viene limitato il rischio di avvelenamento da pesticidi/diserbanti.

E' chiaro però che non ci si può rallegrare di questo perchè se ciò che ho scritto è vero allora vuol dire che c'è un problema di sostenibilità ambientale; vuol dire che l'impronta che lascia l'uomo su questo pianeta diventa indelebile e questo non va bene.

Mi rendo conto ogni giorno di più quanto difficile sia percorrere la strada che porta alla salvaguardia dell'ambiente e questo perchè nonostante gli importanti livelli di inquinamento raggiunti c'è scarsa consapevolezza di ciò a cui si sta andando incontro.

Per restare in ambito apistico tantissime persone associano le api alla produzione di miele ed è finita lì. Ma sappiamo che è molto diverso e che il miele non è che un contorno quasi trascurabile se rapportato all'azione svolta da tutti gli apoidei al fine della salvaguardia della biodiversità e quindi del benessere e della disponibilità di cibo.

Bisogna comunque continuare a diffondere le informazioni, a fare cultura, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni. Solo la cultura a mio avviso dà vita a scelte consapevoli e da queste a scelte sostenibili.

Ecco un'ape bottinatrice immortalata qualche giorno fa su un fiore di melo cotogno nell'area del nostro apiario...



Siamo ormai giunti quasi a fine aprile e la primavera si fa sentire con le sue temperature miti... Le api apprezzano.
Le famiglie si stanno indubbiamente rinforzando ed il numero di api al loro interno sta aumentando considerevolmente giorno dopo giorno. Le colonie più forti hanno già ricevuto il loro melario così che possano costruire nuovi favi di cera e possano immagazzinarvi il miele raccolto.

Ci attendiamo entro 8-10 giorni la fioritura dell'acacia e la conseguente esplosione della stagione del raccolto di miele e, con essa, della produzione di cera da parte delle api.

Nel frattempo nel corso della prossima settimana creeremo  4 nuovi nuclei d'api prelevando dei favi di covata dalle famiglie più forti dell'apiario ed innesteremo in questi nuovi nuclei altrettante regine appositamente selezionate da un esperto apicoltore per la produzione di pappa reale.

Vi terremo informati anche su questa nuova avventura...

Ecco un bel nucleo fotografato domenica scorsa.. Ieri era ancor più popolato..


Al prossimo post!

Alessandro

domenica 29 marzo 2015

Riflessioni sull'apicoltura in una giornata di fine marzo

Oggi mi sono seduto un momento a fianco di un'arnia ad osservare il via vai delle api bottinatrici. Sembra poco ma non è così. Mi accorgo sempre di più che l'osservazione e la riflessione sono in apicoltura (ma sono certo che sono azioni che sarebbe corretto replicare sempre anche in mille altre professioni) fondamentali.
Sono occasioni per capire un po' di più di quella famiglia di api senza dover aprire l'alveare. Si può capire se c'è covata dall'importazione di polline, se le api presenti sono tante o poche dal movimento più o meno frenetico, se c'è un saccheggio in corso ed altro ancora.


Una parte del nostro apiario oggi 29/03/2015... In una veste un po' nostalgica


Ieri invece, approfittando di una magnifica giornata soleggiata e tiepida che secondo me ha dato il via vero e proprio alla primavera, ho aperto tutti gli alveari. La visita era finalizzata soprattutto ad inserire in ciascuno di essi un bel favo carico di miele al fine di far percepire alla regina della colonia l'abbondanza di cibo ed incentivarla quindi ad accelerare la deposizione delle uova.

Non sono intervenuto soltanto su un nucleo molto debole. Tale piccola famiglia ha veramente poche api ma ha la regina ed ha anche un po' di covata. Secondo il mio punto di vista non ha senso stimolare la regina ad aumentare la deposizione perchè ad oggi non vi sarebbero api sufficienti a prendersi cura della covata che, quindi, rischierebbe di morire.
Bisogna lasciare alla Natura i suoi tempi. In certi casi possiamo abbozzare qualche azione, come quelle sopra descritte, in altri è meglio lasciar fare alle api ed alla loro ultra millenaria storia evolutiva.


Arnie da 10 favi e nuclei da 6 favi -Apiario TerraFiorita a Stroppare di Pozzonovo 29/03/2015-


Purtroppo un'altra famiglia, in aggiunta a quella di cui al precedente post, l'ho trovata senza regina. Si tratta di uno sciame disposto su un nucleo da 6 favi. Nell'arnia c'erano molte api ma nessuna traccia nè della regina nè della covata (nè opercolata nè uova/larve).
C'erano soltanto una decina di celle da fuco già opercolate e qualche uovo sparso qua e la.

Si tratta di indizi di un'alveare avente una regina fucaiola (ovvero un'ape operaia che, in mancanza della regina, si "improvvisa" tale ma, non essendo stata fecondata, non può emettere uova da operaia bensì soltanto uova da fuco).

Siamo in un periodo dell'anno in cui, quantomeno qui nella bassa padovana, è ancora prematuro pensare di far allevare alla famiglia orfana una nuova regina perchè non vi sono ancora fuchi maturi per la successiva fecondazione.

Tuttavia, siccome non c'era niente da perdere, ho deciso di scrollare tutte le api di questo nucleo orfano a circa 200 metri dall'apiario e di inserire nello stesso un telaino di covata fresca (composto prevalentemente da uova e da larve di 12-24 ore di vita) che ho prelevato dall'arnia nr. 2. Quest'ultima è la famiglia più forte dell'apiario e presentava ieri 5 telaini abbondanti di covata pertanto non gli ho cagionato danno prelevando un favo di covata fresca.

Le api che ricoprivano tale telaino di covata sono state scrollate sopra la stessa arnia nr. 2 così da evitare, in primis di portare sul nucleo orfano la regina della nr. 2 che eventualmente fosse presente in quel telaino ed in secondo luogo in modo da evitare conflitti tra api di diversi alveari.

La speranza è che le api del nucleo orfano che sono tornate a casa, dopo che sono state scrollate lontano dall'apiario, allevino una nuova regina scegliendo una delle larve giovani presenti nel favo di covata che ho innestato.

Già questo sarebbe un traguardo interessante. Certo poi bisognerebbe che, se nascesse una regina, questa trovasse sulla sua strada nel volo nuziale, dei fuchi sessualmente maturi e, come detto, è un'ipotesi remota qui da noi in questo periodo dell'anno.

Però non si sa mai. Molto dipende dall'andamento climatico delle prossime due-tre settimane.


TerraFiorita -Stroppare-


Al prossimo post!

Alessandro

sabato 21 marzo 2015

La primavera è arrivata! Famiglie in ripresa dall'inverno e... qualche sorpresa...

L'inverno è ormai passato e già da qualche settimana, un po' in anticipo, si sta facendo sentire l'arrivo della primavera. I pruni ed i mandorli sono fioriti e con loro il tarassaco, il bosso, le violette e molto altro ancora.
Le temperature massime arrivano sui 16°C e le minime non scendono sotto i 5-6°C. Con il sole che splende è un piacere osservare il placido ed allo stesso tempo frenetico via vai delle api alla ricerca del primo nettare e di polline.

Siamo in attesa della prossima importante fioritura del salice. Si tratta di una pianta dal grande potenziale pollinifero che, dunque, è molto importante per le api in quanto contribuisce in maniera sostanziale allo sviluppo della covata primaverile.

Oggi è il primo giorno di primavera, la giornata non è stata proprio splendida però le temperature sono state abbastanza gradevoli e quindi ne abbiamo approfittato per una visita agli alveari.

Complessivamente abbiamo un apiario in salute ed in crescita, come è normale che sia ad inizio primavera. Ovviamente vi sono alveari più forti ed altri più deboli però nel complesso siamo soddisfatti.

L'alveare più forte è il nr. 2 che ha ben 4 telaini di covata e tantissime api. L'arnia era così piena che abbiamo deciso di posizionare il melario. I favi del melario sono ancora quasi tutti da costruire per cui siamo contenti di poterlo mettere così presto, a fine marzo. Le api dovrebbero avere il tempo di costruire i favi e di stivarvi il miele delle grandi fioriture di maggio e giugno.

Molto ben sviluppata è anche la famiglia che popola l'arnia nr. 5. Ha 3 telaini di covata ma la regina ha ancora spazio per deporre nuove uova per cui per il momento non siamo intervenuti con la posa del melario.

L'ottimo sviluppo dell'arnia nr. 5

Abbiamo invece travasato il nucleo nr. 4 nell'arnia da 10 telaini perchè tale nucleo veramente era super popolato e le api avevano incominciato a costruire cera sul coprifavo, segno questo che richiedono nuovo spazio.

Abbiamo poi posizionato un melario da nuclei (quindi un melario da 5 telaini) su 2 nuclei particolarmente forti per dare sfogo ad eventuali necessità di costruire nuovi favi.

La giornata si è rivelata interessate però soprattutto per l'operazione posta in atto sull'arnia nr. 10. Quest'ultima infatti, pur evidenziando un buon numero di api, non aveva la regina. Probabilmente è morta nel corso degli ultimi due mesi. La famiglia aveva invece una regina fucaiola.
Si tratta di una normale ape operaia che, in mancanza della regina, ha iniziato a deporre uova. Naturalmente tale operaia non è mai stata fecondata per cui le uova, che pur emette, riescono a dar vita soltanto ad individui maschi, i fuchi.

E' evidente che tale famiglia è destinata ad estinguersi una volta che le api residenti saranno diventate vecchie e moriranno.

D'altro canto però l'arnia nr. 6 era quasi completamente priva di api (un centinaio al massimo) ma aveva la regina in salute. Detta regina non covava perchè non c'erano api sufficienti a prendersi cura delle uova. Anche in questo caso si trattava di una famiglia destinata a perire.

Abbiamo quindi deciso di inserire la regina dell'arnia nr. 6 nell'arnia nr. 10.

Quest'operazione però non potevamo effettuarla "tout-court" perchè l'arnia orfana aveva una regina fucaiola la quale, se presente nell'alveare, avrebbe ucciso immediatamente la regina fecondata.

Abbiamo quindi portato l'arnia 10 (con la regina fucaiola) a circa 200 metri dall'apiario ed abbiamo scrollato tutte le api che erano presenti. Nel frettempo abbiamo posizionato un nucleo da 6 telaini al posto dell'arnia 10.


Ecco sullo sfondo l'arnia nr. 10 a circa 200 metri dall'apiario

Pian piano le api sono tornate alla base.. Tutte tranne (è ciò che speriamo ovviamente) la fucaiola la quale è più pesante delle altre operaie e, teoricamente, non dovrebbe farcela a tornare all'arnia originaria.


Le api dell'arnia 10... Tra di loro c'è anche la fucaiola





Abbiamo quindi inserito la regina dell'arnia nr. 6 in una gabbietta in plastica la cui apertura è stata otturata con un po' di candito. La gabbietta così preparata è stata quindi inserita tra i due favi centrali del nucleo posizionato al posto dell'arnia 10.

In un paio di giorni la regina verrà liberata dalla gabbietta e, se accettata, inizierà a deporre.

Al prossimo post!

Alessandro