Oggi 15 marzo 2014 ha inizio per davvero la nostra stagione apistica. Non che sinora non abbiamo fatto nulla, anzi, però oggi ci siamo dotati dei mezzi per un 2014 apisticamente interessantissimo!
Come avevo preannunciato in alcuni post precedenti è arrivato il momento di ampliare l'apiario aggiungendovi altri 3 nuclei che, sommati ai 2 già "operativi", fanno si che possiamo iniziare l'annata con 5 alveari.
I 3 nuovi nuclei d'api sono particolarmente forti; basti pensare che questa sera, con una temperatura esterna di 10°C circa parecchie api erano attaccate all'esterno del nucleo, sulla parete anteriore dello stesso; si tratta di un comportamento che ci fa capire quale deve essere l'affollamento all'interno di detti alveari.
Domani, nel primo pomeriggio, daremo spazio a queste famiglie trasferendole nelle usuali arnie da 10 telaini. Aggiungeremo per ciascuna arnia due telaini già costruiti e dotati di buone scorte di miele; ciò darà la spinta definitiva alle famiglie per partire con forza verso lo sbocciare della primavera.
In verità la nostra idea era quella di inserire, ai lati delle famiglie che trasferiremo dai nuclei alle arnie, due telaini dotati di solo foglio cereo. Il nostro Mentore però ci ha suggerito di inserire dei telaini già costruiti e dotati di scorte di miele; questo sia per dare spinta alle colonie d'api (grazie al miele) sia per non stressare eccessivamente le famiglie in questa fase iniziale della stagione che, inserendo solo il foglio cereo, dovrebbero lavorare sodo per realizzare il favo.
Torna ancora una volta (vedasi frase sottolineata) il tema dell'equilibrio interno all'alveare, già affrontato in alcuni altri post passati.
Tutto ciò senza considerare l'altro indubbio vantaggio per cui inserendo telaini con favi già costruiti guadagniamo preziose settimane; in tal modo quindi a fine stagione, salvo imprevisti, dovremmo avere ottenuto un numero di nuclei maggiore rispetto a quello ottenibile non inserendo nelle arnie fogli cerei già pronti.
Eccoci carichi di telaini con favi già costruiti...
Verso le 19:30 abbiamo posizionato in apiario i 3 nuovi nuclei, eccoli...
... ed abbiamo aperto le porticine d'ingresso...
E domani, come detto, iniziamo a far crescere i nuclei trasferendo tutte le "residenti", ormai troppo strette nella piccola "abitazione" da 5 telaini, nella più comoda arnia da 10.
A domani... Al prossimo post!
Alessandro
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sabato 15 marzo 2014
domenica 9 marzo 2014
Ancora in crescita il nucleo più forte
Oggi alle 14:50 abbiamo ispezionato l'interno del nucleo più forte dal momento che la temperatura si attestava sui 19°C.
Dall'esterno si poteva notare una buona attività di importazione di polline, cosa che peraltro stiamo registrando già da diversi giorni; d'altro canto con il sole splendente e temperature così gradevoli non potrebbe essere diversamente.
Il nostro intento era quello di capire se il nucleo fosse già così pieno di covata da richiedere il trasferimento nell'arnia in legno da 10 telaini oppure se fosse il caso di attendere ancora un po'.
Innanzitutto abbiamo preparato l'affumicatore inserendovi del fieno e del rosmarino in parte essiccato ed in parte fresco; abbiamo quindi lasciato andare qualche sbuffo di fumo prima dalla porticina d'ingresso al nucleo e poi all'interno dell'alveare da sopra lo stesso una volta aperto il coperchio.
Le api si sono subito calmate e noi abbiamo potuto dar corso alla nostra visita in assoluta serenità.
Abbiamo potuto constatare la presenza di 3 telaini di covata opercolata e di un telaino le cui celle erano in parte riempite da covata fresca ed in parte ancora in costruzione.
I 2 telaini più esterni, da un lato e dall'altro, erano ben riforniti di polline (soprattutto) e di miele (in misura minore rispetto al polline).
Il polline è d'altronde fondamentale per il corretto sviluppo della covata ed è un ottimo segno trovarne grandi quantitativi all'interno dell'alveare in questo periodo.
Abbiamo però deciso che non è il caso di trasferire oggi le api nell'arnia da 10 in quanto hanno ancora spazio per crescere all'interno del nucleo da 6 telaini.
Se il meteo continuerà ad essere così benevolo riteniamo di poter dar corso al travaso nell'arnia da 10 telaini verso la fine di marzo corrente.
Ecco un breve video dal quale si possono vedere alcuni momenti della visita al nucleo forte che ho descritto nelle righe precedenti...
Abbiamo quindi aperto il nucleo più debole. Abbiamo riscontrato la presenza di covata nel solo telaino centrale (come la scorsa volta). Le api sono abbastanza poche, come d'altronde sapevamo.
Stiamo valutando se inserire due telaini di covata, con relative api, all'interno del nucleo debole per poterlo aiutare a partire in vista dell'imminente inizio di stagione.
Ci riflettiamo un po'... Intanto le lasciamo crescere ancora un paio di settimane in autonomia...
Ecco un'immagine dell'affumicatore preparato con il rosmarino...
Per il 20 - 25 di marzo dovremmo portare in apiario altri 3 nuclei, da aggiungere ai due già in essere.. Ci aggiorniamo!
Al prossimo post!
Alessandro
Dall'esterno si poteva notare una buona attività di importazione di polline, cosa che peraltro stiamo registrando già da diversi giorni; d'altro canto con il sole splendente e temperature così gradevoli non potrebbe essere diversamente.
Il nostro intento era quello di capire se il nucleo fosse già così pieno di covata da richiedere il trasferimento nell'arnia in legno da 10 telaini oppure se fosse il caso di attendere ancora un po'.
Innanzitutto abbiamo preparato l'affumicatore inserendovi del fieno e del rosmarino in parte essiccato ed in parte fresco; abbiamo quindi lasciato andare qualche sbuffo di fumo prima dalla porticina d'ingresso al nucleo e poi all'interno dell'alveare da sopra lo stesso una volta aperto il coperchio.
Le api si sono subito calmate e noi abbiamo potuto dar corso alla nostra visita in assoluta serenità.
Abbiamo potuto constatare la presenza di 3 telaini di covata opercolata e di un telaino le cui celle erano in parte riempite da covata fresca ed in parte ancora in costruzione.
I 2 telaini più esterni, da un lato e dall'altro, erano ben riforniti di polline (soprattutto) e di miele (in misura minore rispetto al polline).
Il polline è d'altronde fondamentale per il corretto sviluppo della covata ed è un ottimo segno trovarne grandi quantitativi all'interno dell'alveare in questo periodo.
Abbiamo però deciso che non è il caso di trasferire oggi le api nell'arnia da 10 in quanto hanno ancora spazio per crescere all'interno del nucleo da 6 telaini.
Se il meteo continuerà ad essere così benevolo riteniamo di poter dar corso al travaso nell'arnia da 10 telaini verso la fine di marzo corrente.
Ecco un breve video dal quale si possono vedere alcuni momenti della visita al nucleo forte che ho descritto nelle righe precedenti...
Abbiamo quindi aperto il nucleo più debole. Abbiamo riscontrato la presenza di covata nel solo telaino centrale (come la scorsa volta). Le api sono abbastanza poche, come d'altronde sapevamo.
Stiamo valutando se inserire due telaini di covata, con relative api, all'interno del nucleo debole per poterlo aiutare a partire in vista dell'imminente inizio di stagione.
Ci riflettiamo un po'... Intanto le lasciamo crescere ancora un paio di settimane in autonomia...
Ecco un'immagine dell'affumicatore preparato con il rosmarino...
Per il 20 - 25 di marzo dovremmo portare in apiario altri 3 nuclei, da aggiungere ai due già in essere.. Ci aggiorniamo!
Al prossimo post!
Alessandro
lunedì 24 febbraio 2014
Il nucleo debole è in ripresa anche grazie ad un febbraio veramente "primaverile"
Ieri, domenica 23 febbraio 2014, abbiamo visitato i nostri due nuclei. Quello più forte, che avevamo rapidamente visitato internamente un paio di settimane fa, è stato soltanto osservato da fuori perché era del tutto superfluo aprirlo.
Come si vede dal video qui sotto il via vai delle api era incessante; le bottinatrici che tornavano all'alveare portavano grandi quantità di polline e questo è di certo segnale di gran presenza di covata.
Se il meteo continuerà ad essere così clemente verso il 10 - 15 di marzo procederemo a trasferire le api del nucleo più forte nell'arnia da 10 favi.
Un'ape carica di polline fa ritorno all'alveare...
Ieri intorno alle 11:30 la temperatura era di ca. 13°C e ciò, congiuntamente all'assenza di vento ed al sole splendente, ci ha fatto propendere per l'apertura dell'alveare più debole.
Avevamo infatti già previsto da tempo di dare una ripulita al nucleo debole. Sul fondo dello stesso infatti erano presenti tantissime api morte da tempo. Le residenti non sono riuscite a far pulizia da sole, come di consueto avviene, in quanto troppo poche e, probabilmente, troppo impegnate a scaldarsi l'un l'altra con l'obiettivo di sopravvivere al, pur non eccessivamente rigido, inverno.
Abbiamo così estratto i 6 telaini dal nucleo ed abbiamo ripulito grossolanamente il nucleo stesso; abbiamo quindi riposizionato i telaini poco prima estratti nelle stesse posizioni in cui erano precedentemente.
Nell'ambito di questa operazione abbiamo potuto osservare, dobbiamo dire con grandissima soddisfazione, che la regina sta deponendo sul telaino centrale. La rosa di covata opercolata ha un'estensione pari a circa il triplo rispetto a quella osservata un paio di settimane fa.
Sono inoltre presenti covata fresca e uova appena deposte. L'aspetto della covata opercolata, che in occasione dell'ultima visita ci aveva destato qualche sospetto, ci ha invece questa volta rassicurato apparendo nella norma.
Il nucleo è ancora dotato di parecchie scorte di miele ed anche di polline di recente importazione.
Ecco alcune foto dell'interno del nucleo più debole...
Intanto, favorita dal gradevole clima, la fioritura nei dintorni si sta moltiplicando e questo non ci può che far piacere. Ecco un'ape su una comune pratolina (bellis perennis) proprio di fronte agli alveari...
Ed ecco un video in cui si vedono numerose api bottinare sui fiori del viburnum tinus.. Un vero spettacolo della natura.
Al prossimo post!
Alessandro
Come si vede dal video qui sotto il via vai delle api era incessante; le bottinatrici che tornavano all'alveare portavano grandi quantità di polline e questo è di certo segnale di gran presenza di covata.
Se il meteo continuerà ad essere così clemente verso il 10 - 15 di marzo procederemo a trasferire le api del nucleo più forte nell'arnia da 10 favi.
Un'ape carica di polline fa ritorno all'alveare...
Ieri intorno alle 11:30 la temperatura era di ca. 13°C e ciò, congiuntamente all'assenza di vento ed al sole splendente, ci ha fatto propendere per l'apertura dell'alveare più debole.
Avevamo infatti già previsto da tempo di dare una ripulita al nucleo debole. Sul fondo dello stesso infatti erano presenti tantissime api morte da tempo. Le residenti non sono riuscite a far pulizia da sole, come di consueto avviene, in quanto troppo poche e, probabilmente, troppo impegnate a scaldarsi l'un l'altra con l'obiettivo di sopravvivere al, pur non eccessivamente rigido, inverno.
Abbiamo così estratto i 6 telaini dal nucleo ed abbiamo ripulito grossolanamente il nucleo stesso; abbiamo quindi riposizionato i telaini poco prima estratti nelle stesse posizioni in cui erano precedentemente.
Nell'ambito di questa operazione abbiamo potuto osservare, dobbiamo dire con grandissima soddisfazione, che la regina sta deponendo sul telaino centrale. La rosa di covata opercolata ha un'estensione pari a circa il triplo rispetto a quella osservata un paio di settimane fa.
Sono inoltre presenti covata fresca e uova appena deposte. L'aspetto della covata opercolata, che in occasione dell'ultima visita ci aveva destato qualche sospetto, ci ha invece questa volta rassicurato apparendo nella norma.
Il nucleo è ancora dotato di parecchie scorte di miele ed anche di polline di recente importazione.
Ecco alcune foto dell'interno del nucleo più debole...
Intanto, favorita dal gradevole clima, la fioritura nei dintorni si sta moltiplicando e questo non ci può che far piacere. Ecco un'ape su una comune pratolina (bellis perennis) proprio di fronte agli alveari...
Ed ecco un video in cui si vedono numerose api bottinare sui fiori del viburnum tinus.. Un vero spettacolo della natura.
Al prossimo post!
Alessandro
sabato 22 febbraio 2014
In attesa della primavera continua l'attività in falegnameria
Siamo giunti al 22 febbraio 2014 e, nonostante il tempo un po' piovoso, la primavera sembra essere ormai alle porte. Le temperature si attestano intorno agli 8°-12°C e quanto il sole fa capolino tra le nuvole il clima è veramente piacevole.
Le api ringraziano e con il sole escono a bottinare in massa. Ottimo.
Se il clima si stabilizzerà, verso il 10-15 di marzo trasferiremo i telaini con le relative api dai nuclei alle arnie da 10.
Nel frattempo continuiamo ad impratichirci nella nobile arte della falegnameria... Abbiamo ultimato di costruire anche la seconda "super arnia" (vedasi il post precedente in merito) ed ora non resta che verniciare le due che abbiamo ottenuto...
Ecco una foto relativa alla fase dell'assemblaggio della parte superiore della seconda "super arnia"...
Oggi ci siamo dedicati invece, per un paio d'ore, alla costruzione dei telaini da nido. Già nelle settimane scorse avevamo costruito i vari pezzi necessari ed oggi abbiamo assemblato diversi telaini.
Ciascun telaino da nido è costituito da un listello superiore (la parte alta del telaino dunque) che è anche il più complicato da costruire per la sua conformazione, da due listelli di legno laterali e da un listello di chiusura (il fondo).
Ecco alcune foto che ritraggono il lavoro in corso di esecuzione...
Ecco un link per visionare nel dettaglio tutte le misure da noi adottate per la costruzione dei telaini che vedete nelle foto poco sopra...
https://drive.google.com/file/d/0B1tOxOvVS86mNVV3NkF2bEp3cEU/edit?usp=sharing
Al prossimo post!
Alessandro
Le api ringraziano e con il sole escono a bottinare in massa. Ottimo.
Se il clima si stabilizzerà, verso il 10-15 di marzo trasferiremo i telaini con le relative api dai nuclei alle arnie da 10.
Nel frattempo continuiamo ad impratichirci nella nobile arte della falegnameria... Abbiamo ultimato di costruire anche la seconda "super arnia" (vedasi il post precedente in merito) ed ora non resta che verniciare le due che abbiamo ottenuto...
Ecco una foto relativa alla fase dell'assemblaggio della parte superiore della seconda "super arnia"...
Oggi ci siamo dedicati invece, per un paio d'ore, alla costruzione dei telaini da nido. Già nelle settimane scorse avevamo costruito i vari pezzi necessari ed oggi abbiamo assemblato diversi telaini.
Ciascun telaino da nido è costituito da un listello superiore (la parte alta del telaino dunque) che è anche il più complicato da costruire per la sua conformazione, da due listelli di legno laterali e da un listello di chiusura (il fondo).
Ecco alcune foto che ritraggono il lavoro in corso di esecuzione...
Ecco un link per visionare nel dettaglio tutte le misure da noi adottate per la costruzione dei telaini che vedete nelle foto poco sopra...
https://drive.google.com/file/d/0B1tOxOvVS86mNVV3NkF2bEp3cEU/edit?usp=sharing
Al prossimo post!
Alessandro
mercoledì 12 febbraio 2014
Ecco la prima super arnia ed il nostro primo prodotto dell'alveare
Eccoci giunti al 12 febbraio 2014.. Il tempo meteo domenica non ci ha permesso di effettuare il travaso delle api presenti nel nucleo debole nella loro nuova sistemazione (ovvero nel nucleo nuovo). Effettueremo tale operazione verosimilmente sabato prossimo, meteo permettendo..
Per non stare con le mani in mano però siamo andati avanti con i lavori di falegnameria! Il buon Alberto ha ultimato di costruire la parte superiore di quella che diventerà la nostra prima "super arnia" dal prossimo mese di marzo, ovvero all'inizio della primavera.
Come ho spiegato qualche post fa abbiamo intenzione di posizionare un nuovo nido sopra il nido "tradizionale". Otterremo così una "super arnia" contenente 20 telaini, 10 al "piano terra" e 10 al "primo piano".
Stiamo parlando di un alveare che in piena stagione potrà contare su oltre 150.000 api, una vera potenza dunque.
Un alveare così importante sarà per noi fonte di telaini di covata utili per costituire nuovi nuclei e dunque per crescere.
Ecco il risultato di tanto lavoro...
Abbiamo inoltre approfittato del cattivo tempo per fare anche un altro lavoro tipico della stagione invernale: abbiamo staccato dai telaini i favi di cera più vecchi e li abbiamo fusi immergendoli in una pentola piena d'acqua. Abbiamo fatto bollire il tutto e poi abbiamo lasciato raffreddare pian piano per un'intera notte.
Ne abbiamo ottenuto un bel pezzo di cera solida la quale però conteneva al suo interno ancora parecchie impurità (esuvie di api); abbiamo quindi ridotto in piccoli frammenti il pezzo di cera, l'abbiamo inserito all'interno di una rete a maglie strette ed infine abbiamo immerso il tutto in acqua che abbiamo portato a bollore.
La cera si è sciolta mentre le impurità sono rimaste all'interno del "sacchetto". Una volta raffreddato il tutto ne è uscito questo pezzo di cera di forma rotonda (perché ha preso la forma della pentola che lo conteneva).... Si tratta del nostro primo vero prodotto dell'alveare!
Al prossimo post!
Alessandro
Per non stare con le mani in mano però siamo andati avanti con i lavori di falegnameria! Il buon Alberto ha ultimato di costruire la parte superiore di quella che diventerà la nostra prima "super arnia" dal prossimo mese di marzo, ovvero all'inizio della primavera.
Come ho spiegato qualche post fa abbiamo intenzione di posizionare un nuovo nido sopra il nido "tradizionale". Otterremo così una "super arnia" contenente 20 telaini, 10 al "piano terra" e 10 al "primo piano".
Stiamo parlando di un alveare che in piena stagione potrà contare su oltre 150.000 api, una vera potenza dunque.
Un alveare così importante sarà per noi fonte di telaini di covata utili per costituire nuovi nuclei e dunque per crescere.
Ecco il risultato di tanto lavoro...
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| L'interno della "super arnia" |
Abbiamo inoltre approfittato del cattivo tempo per fare anche un altro lavoro tipico della stagione invernale: abbiamo staccato dai telaini i favi di cera più vecchi e li abbiamo fusi immergendoli in una pentola piena d'acqua. Abbiamo fatto bollire il tutto e poi abbiamo lasciato raffreddare pian piano per un'intera notte.
Ne abbiamo ottenuto un bel pezzo di cera solida la quale però conteneva al suo interno ancora parecchie impurità (esuvie di api); abbiamo quindi ridotto in piccoli frammenti il pezzo di cera, l'abbiamo inserito all'interno di una rete a maglie strette ed infine abbiamo immerso il tutto in acqua che abbiamo portato a bollore.
La cera si è sciolta mentre le impurità sono rimaste all'interno del "sacchetto". Una volta raffreddato il tutto ne è uscito questo pezzo di cera di forma rotonda (perché ha preso la forma della pentola che lo conteneva).... Si tratta del nostro primo vero prodotto dell'alveare!
Al prossimo post!
Alessandro
sabato 8 febbraio 2014
Prima (rapida) visita interna agli alveari della stagione
Oggi alle 14:00 avevamo circa 13°C ed un bel sole splendente. Visionando dall'esterno gli alveari abbiamo notato un gran via vai di api ed una discreta importazione di polline su entrambi i nuclei.
Abbiamo deciso di approfittare di questo splendido pomeriggio per aprire gli alveari ed ispezionarne l'interno. E' la prima visita interna degli alveari per la stagione apistica 2014.
La visita è stata comunque molto rapida perché anche se la giornata è stata molto bella non dobbiamo dimenticare che è pur sempre l'8 di febbraio e non è il caso di eccedere.
Il nucleo più forte è apparso anche dall'interno veramente tale: abbiamo notato una grandissima quantità di api su tutti e 6 i telaini del nucleo e una gran quantità di covata sia fresca sia opercolata. La covata opercolata era disposta in maniera uniforme sui telaini e dunque non ci desta alcuna preoccupazione.
Abbiamo posizionato sopra il coprifavo un nutritore a depressione contenente circa 750 ml di sciroppo zuccherino in rapporto 1:2 per sostenere l'alimentazione del nucleo che è in pieno sviluppo.
Abbiamo quindi aperto il nucleo debole, sapendo che avremmo trovato poche api all'interno. Effettivamente è stato così. Poche api, ma molto attive e combattive, tantissime scorte di miele e.... La Regina.
Ebbene si, l'alveare ha poche centinaia di api al suo interno ma la regina ha superato l'inverno ed è dunque viva. Il piccolo glomere di api è posizionato sulla parte anteriore del nucleo e sul telaino centrale c'è anche una piccola (ma veramente piccola) rosellina di covata.
Il punto è che tale covata (quella opercolata) ha un aspetto che non ci piace affatto. Più di qualche opercolo è convesso anziché leggermente concavo come dovrebbe e questo ci ha fatto subito venire in mente la malattia della peste americana.. Un vero spauracchio se fosse vero.
Domani, nel primo pomeriggio, se il tempo sarà clemente come oggi, controlleremo nuovamente il nucleo debole e travaseremo altresì i telaini in esso presenti in un altro nucleo che abbiamo recentemente pulito per bene.
Questo perché sul fondo dell'attuale nucleo debole è presente un gran numero di api morte e, più in generale, la pulizia interna di questo alveare lascia alquanto a desiderare.
Come si sa la pulizia nell'alveare è tutto e la sua mancanza porta al proliferare di malattie di vario genere. Nel nostro caso il nucleo in questione ha sempre avuto poche api ed esse non sono riuscite a mantenere pulito l'alveare.
Quando nel post precedente parlavo di equilibrio mi riferivo anche a questo. Questo nucleo debole è totalmente privo di equilibrio al suo interno, da cui i vari problemi che l'hanno caratterizzato e che lo stanno tuttora caratterizzando.
A domani e al prossimo post!
Alessandro
Abbiamo deciso di approfittare di questo splendido pomeriggio per aprire gli alveari ed ispezionarne l'interno. E' la prima visita interna degli alveari per la stagione apistica 2014.
La visita è stata comunque molto rapida perché anche se la giornata è stata molto bella non dobbiamo dimenticare che è pur sempre l'8 di febbraio e non è il caso di eccedere.
Il nucleo più forte è apparso anche dall'interno veramente tale: abbiamo notato una grandissima quantità di api su tutti e 6 i telaini del nucleo e una gran quantità di covata sia fresca sia opercolata. La covata opercolata era disposta in maniera uniforme sui telaini e dunque non ci desta alcuna preoccupazione.
Abbiamo posizionato sopra il coprifavo un nutritore a depressione contenente circa 750 ml di sciroppo zuccherino in rapporto 1:2 per sostenere l'alimentazione del nucleo che è in pieno sviluppo.
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| Particolari della parte esterna anteriore del nucleo più in salute |
Ebbene si, l'alveare ha poche centinaia di api al suo interno ma la regina ha superato l'inverno ed è dunque viva. Il piccolo glomere di api è posizionato sulla parte anteriore del nucleo e sul telaino centrale c'è anche una piccola (ma veramente piccola) rosellina di covata.
Il punto è che tale covata (quella opercolata) ha un aspetto che non ci piace affatto. Più di qualche opercolo è convesso anziché leggermente concavo come dovrebbe e questo ci ha fatto subito venire in mente la malattia della peste americana.. Un vero spauracchio se fosse vero.
Domani, nel primo pomeriggio, se il tempo sarà clemente come oggi, controlleremo nuovamente il nucleo debole e travaseremo altresì i telaini in esso presenti in un altro nucleo che abbiamo recentemente pulito per bene.
Questo perché sul fondo dell'attuale nucleo debole è presente un gran numero di api morte e, più in generale, la pulizia interna di questo alveare lascia alquanto a desiderare.
Come si sa la pulizia nell'alveare è tutto e la sua mancanza porta al proliferare di malattie di vario genere. Nel nostro caso il nucleo in questione ha sempre avuto poche api ed esse non sono riuscite a mantenere pulito l'alveare.
Quando nel post precedente parlavo di equilibrio mi riferivo anche a questo. Questo nucleo debole è totalmente privo di equilibrio al suo interno, da cui i vari problemi che l'hanno caratterizzato e che lo stanno tuttora caratterizzando.
A domani e al prossimo post!
Alessandro
domenica 2 febbraio 2014
Parola d'ordine per il futuro: EQUILIBRIO
Perché un titolo del genere per un post pubblicato in un blog che parla di api? Perché l'equilibrio nell'alveare e nella gestione dello stesso è veramente tutto.
Facciamo un passo indietro... Il 2013 appena trascorso è stato il nostro primo anno di apicoltura. Siamo partiti con due alveari, desiderosi di imparare tanto e di crescere quanto prima possibile; penso sia un sentimento umano, si cerca di costruire un qualcosa e se quel qualcosa è anche in linea con la propria passione allora veramente l'entusiasmo è tanto e talvolta rischia anche di prendere il sopravvento.
A prescindere dagli inevitabili (ed innumerevoli) errori tecnici commessi, a mente fredda si può dire che abbiamo commesso un errore fondamentale. Abbiamo avuto troppa foga di crescere.
In effetti abbiamo imparato a nostre spese (e a spese delle api purtroppo) che l'alveare, nel suo insieme, è veramente qualcosa di speciale... E' un ambiente caratterizzato dalla coesistenza di una miriade di fragili ma perfetti meccanismi che, se alterati o comunque modificati, fanno si che venga messa a repentaglio la vita stessa dell'alveare.
Quindi, nel momento in cui avevamo l'alveare che ben popolava un'arnia da 10 telaini e noi ne tiravamo via 2 su ciascuna delle nostre due arnie -in maniera tale da formare con quei 4 telaini (per lo più di covata) un nuovo nucleo-, stavamo esagerando.
In effetti togliere 2 telaini di covata ad un'arnia che è sì costituita da 10 favi ma che di covata ne ha 4 o 5, significa alterare l'equilibrio dell'alveare.
Come ci insegna il nostro Mentore le api si sentono continuamente spaesate e confuse perché si trovano sempre meno covata rispetto a quanta dovrebbero in realtà avere all'interno dell'alveare e potrebbe anche capitare che "diano la colpa" di ciò alla regina, "accusata" di essere poco prolifica = uccisione della regina con tutte le conseguenze negative del caso.
In sintesi quindi lo scorso anno abbiamo stressato troppo i nostri due alveari e non vogliamo ripetere l'errore quest'anno.
Per questo motivo quest'anno ripartiremo con 4 nuclei. Li faremo crescere e li travaseremo in altrettante arnie da 10 favi alle quali verrà dato il tempo necessario per crescere.
Al fine di costituire nuovi alveari (e dunque nuovi nuclei) -cosa comunque necessaria per ridurre il rischio di sciamatura e per contrastare in maniera naturale l'acaro varroa- preleveremo quando sarà il momento soltanto un telaino da ciascun alveare, in maniera tale da non generare all'interno dello stesso lo stress negativo cagionato lo scorso anno.
Inoltre abbiamo pensato di seguire un piccolo consiglio fornitoci dal nostro Maestro... In sostanza due dei quattro alveari verranno fatti crescere in questa maniera: una volta che le api avranno naturalmente riempito l'arnia posizioneremo sopra la stessa un'altra "arnia" da 10 favi (senza porta; quindi in sostanza un melario le cui pareti siano alte come quelle dell'arnia sottostante.
Avremo quindi creato in ultima analisi una sorta di "super alveare" su 20 favi, in verticale.
Da tale "super alveare" al fine di produrre nuovi nuclei preleveremo di tanto in tanto 1 telaino dalla parte inferiore ed uno dalla parte superiore. In questa maniera otterremo un duplice vantaggio: le api non subiranno stress e l'alveare sarà veramente forte per via del grandissimo numero di api che lo popolerà.
Nel frattempo l'altro giorno ed oggi abbiamo effettuato un altro (il quinto ed ultimo) trattamento agli alveari a base di acido ossalico sublimato. Purtroppo il meteo non è clemente ed abbiamo trattato sotto una gran pioggia...
Aspettiamo fiduciosi marzo (sperando che non sia piovoso come lo scorso anno!) in maniera tale da poter prendere i nuovi nuclei e di iniziare con la nuova stagione con 4 alveari come descritto poco sopra... Nel frattempo abbiamo ultimato la ristrutturazione di alcune arnie che al momento giacciono in magazzino in attesa di accogliere le amate ospiti!
Al prossimo post!
Alessandro
Facciamo un passo indietro... Il 2013 appena trascorso è stato il nostro primo anno di apicoltura. Siamo partiti con due alveari, desiderosi di imparare tanto e di crescere quanto prima possibile; penso sia un sentimento umano, si cerca di costruire un qualcosa e se quel qualcosa è anche in linea con la propria passione allora veramente l'entusiasmo è tanto e talvolta rischia anche di prendere il sopravvento.
A prescindere dagli inevitabili (ed innumerevoli) errori tecnici commessi, a mente fredda si può dire che abbiamo commesso un errore fondamentale. Abbiamo avuto troppa foga di crescere.
In effetti abbiamo imparato a nostre spese (e a spese delle api purtroppo) che l'alveare, nel suo insieme, è veramente qualcosa di speciale... E' un ambiente caratterizzato dalla coesistenza di una miriade di fragili ma perfetti meccanismi che, se alterati o comunque modificati, fanno si che venga messa a repentaglio la vita stessa dell'alveare.
Quindi, nel momento in cui avevamo l'alveare che ben popolava un'arnia da 10 telaini e noi ne tiravamo via 2 su ciascuna delle nostre due arnie -in maniera tale da formare con quei 4 telaini (per lo più di covata) un nuovo nucleo-, stavamo esagerando.
In effetti togliere 2 telaini di covata ad un'arnia che è sì costituita da 10 favi ma che di covata ne ha 4 o 5, significa alterare l'equilibrio dell'alveare.
Come ci insegna il nostro Mentore le api si sentono continuamente spaesate e confuse perché si trovano sempre meno covata rispetto a quanta dovrebbero in realtà avere all'interno dell'alveare e potrebbe anche capitare che "diano la colpa" di ciò alla regina, "accusata" di essere poco prolifica = uccisione della regina con tutte le conseguenze negative del caso.
In sintesi quindi lo scorso anno abbiamo stressato troppo i nostri due alveari e non vogliamo ripetere l'errore quest'anno.
Per questo motivo quest'anno ripartiremo con 4 nuclei. Li faremo crescere e li travaseremo in altrettante arnie da 10 favi alle quali verrà dato il tempo necessario per crescere.
Al fine di costituire nuovi alveari (e dunque nuovi nuclei) -cosa comunque necessaria per ridurre il rischio di sciamatura e per contrastare in maniera naturale l'acaro varroa- preleveremo quando sarà il momento soltanto un telaino da ciascun alveare, in maniera tale da non generare all'interno dello stesso lo stress negativo cagionato lo scorso anno.
Inoltre abbiamo pensato di seguire un piccolo consiglio fornitoci dal nostro Maestro... In sostanza due dei quattro alveari verranno fatti crescere in questa maniera: una volta che le api avranno naturalmente riempito l'arnia posizioneremo sopra la stessa un'altra "arnia" da 10 favi (senza porta; quindi in sostanza un melario le cui pareti siano alte come quelle dell'arnia sottostante.
Avremo quindi creato in ultima analisi una sorta di "super alveare" su 20 favi, in verticale.
Da tale "super alveare" al fine di produrre nuovi nuclei preleveremo di tanto in tanto 1 telaino dalla parte inferiore ed uno dalla parte superiore. In questa maniera otterremo un duplice vantaggio: le api non subiranno stress e l'alveare sarà veramente forte per via del grandissimo numero di api che lo popolerà.
Nel frattempo l'altro giorno ed oggi abbiamo effettuato un altro (il quinto ed ultimo) trattamento agli alveari a base di acido ossalico sublimato. Purtroppo il meteo non è clemente ed abbiamo trattato sotto una gran pioggia...
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| Fuoco acceso sotto al sublimatore inserito sul retro di un nucleo |
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| I nostri due nuclei in quello che è l'inizio del nuovo apiario |
Al prossimo post!
Alessandro
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