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domenica 13 marzo 2016

La semplicità di un fiore che sboccia è il motore di tutto. Verso la primavera a Stroppare.

Dedicare dieci minuti del proprio tempo ad osservare un albero che fiorisce in primavera non è una perdita di tempo e non è un atteggiamento che può essere classificato semplicemente come romanticismo. E' aver capito che tutto, e dico tutto al mondo parte dalle cose semplici. Nella semplicità ci sono bellezza e futuro, nella complessità il caos.

E poi che cosa vuoi dire di più di quanto non dica già da sola questa immagine....


Oggi nei pressi del nostro apiario TerraFiorita

 Questa è la vita che nasce, questa è una Natura che nonostante tutto non smette di ripetere, semplicemente, i suoi gesti.
A piccoli passi andiamo ormai diretti verso la primavera.

Dopo le prime uscite durante le quali le api hanno bottinato i noccioli, ricchi di polline, è stata la volta della falsa ortica, degli occhi della madonna e del tarassaco. Ora, pur essendo ancora presenti tali fioriture (eccezion fatta per il nocciolo ormai sfiorito), hanno iniziato a farsi vedere, talvolta in maniera preponderante, i bellissimi fiori dei pruni, dei mandorli e degli albicocchi. Continuano ad allietare la vista anche le viole ed i crochi. 

Insomma, oramai ogni giorno che passa si scoprono nuove fioriture per la nostra gioia e per quella delle api. Naturalmente il clima è fondamentale ed in effetti questa prima esplosione di primavera è arrivata in concomitanza con le prime giornate soleggiate e con temperature intorno ai 15 - 16°C.

Sono tornato da poco da una visita in apiario. Una visita che è stata essenzialmente osservazione del comportamento delle api che andavano e venivano dagli alveari. Tutte le colonie importavano polline e questo aspetto è molto importante poichè lascia presagire che le famiglie abbiano covata e, dunque, la regina viva ed in attività.
Il polline è infatti la fonte proteica per eccellenza per le api ed è essenziale per l'alimentazione delle larve.

Sono quindi molto soddisfatto circa lo stato di salute generale delle famiglie di api. Alcune sono veramente molto sviluppate, altre meno ma va bene così. C'è tempo prima della grande fioritura dell'acacia e quindi tutti gli alveari hanno la possibilità di giungere in piena forma a quest'appuntamento.

Vi lascio per oggi con questo breve video girato ieri...




Al prossimo post!

Alessandro



domenica 28 febbraio 2016

Sospesi tra inverno e primavera... Febbraio è il mese della verità

Sino allo scorso anno ero fermamente convinto che fosse gennaio il mese più critico per le api poichè in quel mese i difficili ottobre, novembre e dicembre sono passati e, a gennaio per l'appunto, si iniziano ad intravedere sparute ma interessanti fioriture (prima su tutte il nocciolo).

Ebbene, giunto all'inizio del quarto anno d'esperienza nel mondo delle api devo dire che non è così.
Tutti i nodi vengono al pettine a febbraio.

In effetti già nel 2015, a febbraio, ho riscontrato la percentuale di perdite più elevata di tutto l'inverno e così quest'anno. Febbraio è difficile perchè è ancora inverno, le fioriture ci sono ma sono poca cosa e, soprattutto, sono talvolta scarsamente bottinabili dalle api per via del maltempo.

Inoltre, aspetto questo fondamentale, la regina riprende vigorosamente a deporre e le famiglie hanno sempre maggior necessità di cibo per alimentare le larve e loro stesse.
E' questo il momento in cui si capisce se le api sono state invernate con il quantitativo corretto di scorte di miele ed anche se sono state invernate colonie sufficientemente popolose.

Il connubbio formato da scarse scorte e poche api è infatti letale.

Febbraio è infatti l'ultimo mese d'inverno e le api nate in autunno sono ormai molto anziane; se la regina non inizia a deporre perchè la famiglia è poco popolata oppure perchè non c'è cibo a sufficienza, bhe non ci sono speranze di arrivare a primavera.

Per questo dico che febbraio è il mese della verità.

La gestione dell'apiario TerraFiorita nel corso del 2015 appare tuttavia migliore rispetto alla stessa attività svolta nel 2014 e lo si capisce, adesso, dalle perdite subite. L'inverno 2014-2015 aveva portato con sè quasi il 40% di perdite, quello attuale al momento il 18%. Stiamo parlando comunque ancora di percentuali troppo elevate però in sensibile miglioramento e questo è indice di una migliore conduzione degli alveari.

Al primo spiraglio di sole si esce a prendere un po' d'aria...

Due nuclei d'api appaiono molto deboli ma, considerando che la prossima settimana sarà già marzo, non sono da considerarsi spacciati. Tutto il resto dell'apiario è invece in gran forma.

La settimana appena passata ha portato con sè parecchia pioggia ma quella in arrivo sembra promettere giornate più soleggiate e tiepide. Queste condizioni determineranno la fioritura di diverse specie per la gioia delle api e anche per la nostra.

Sino ad ora le api hanno bottinato intensamente la falsa ortica, presente in grandi quantitativi dalle nostre parti ed anche gli "occhi della Madonna". Si iniziano ad intravedere i primi fiori di tarassaco, come sempre molto appetiti dalle nostre amiche. Ritengo che la prossima settimana sarà decisiva per l'apertura dei boccioli dei mandorli e del bosso, entrambe piante di notevole interesse apistico.
Anche il crocus si è fatto vedere sui nostri prati... Eccone un'esemplare...




La settimana appena trascorsa ci ha visti impegnati nel fornire un po' di sciroppo zuccherino a tutte le famiglie così da stimolare la deposizione e dare un po' di euforia in vista dell'imminente primavera.

Al prossimo post!
Alessandro

sabato 30 gennaio 2016

Polline giallo e prezioso come l'oro... Il nocciolo. La vita ricomincia.

Si avverte l'eccitazione nell'aria resa umida dalla pioggia. E' tutto un via vai di api che sembrano non curarsi delle gocce d'acqua che cadono perchè innamorate dei fiori dei noccioli che sorgono maestosi sulle rive dei fossi di campagna in prossimità dell'apiario.

Il polline giallo intenso, abbondante e molto nutriente del nocciolo è come manna dal cielo per le api e si vede dal loro atteggiamento.
All'interno degli alveari c'è un gran fermento, l'arrivo del polline permette di nutrire come si deve le piccole apine, le larve, e la famiglia sa che questo significa che è possibile adesso perpetrare la vita.
 
Il polline del nocciolo facilmente visibile sul secondo paio di zampe dell'ape

In una frase, l'inverno sta morendo e la primavera sta nascendo. La fioritura del nocciolo è l'alba della primavera... Si scorgono le prime luci anche se intorno è ancora buio. Ci vorrà ancora qulche tempo prima che la luce inondi tutta la Terra ma ormai non è più un miraggio.

Oggi ho controllato tutti i cassettini posti sotto le arnie.. Come ho già avuto modo di scrivere in altre occasioni, questo semplice strumento di lamiera o di legno è molto affidabile per comprendere lo stato di salute dell'alveare. In particolare, dall'osservazione odierna si può dedurre che in tutti gli alveari è ripresa da qualche tempo la deposizione di uova da parte della regina. Lo si nota dai pezzettini di cera di colore marrone scuro caduti sul cassettino. Si tratta dei residui degli opercoli di cera rotti dalle api nascenti.

Il fondo di un'arnia, oggi 30 gennaio 2016 a Stroppare (Pd)

I residui giallo intenso sono palline di polline mentre i pezzettini di cera giallo chiaro indicano che le api stanno disopercolando il miele per mangiarne.

 
Verso una nuova stagione... Insieme alle api!

Al prossimo post!

Alessandro

domenica 24 gennaio 2016

Le api, una scuola di vita

E' appena passata la settimana più fredda di quest'inverno, almeno sino ad ora... Le temperature hanno sfiorato i -6°C ed anche le massime non sono salite sopra i 4-5°.

Le giornate sono state però soleggiate e questo ha permesso alle api di uscire, almeno nelle ore più calde della giornata, per i voli di purificazione e per iniziare a raccogliere il primo nettare e polline della stagione, poca cosa ovviamente se confrontati con quelli della primavera ma, proprio perchè è inverno, molto importanti.

Passeggiavo oggi in mezzo alle arnie, respirando l'inverno a pieni polmoni e venendo sfiorato dai voli delle api. Ho pensato ai passi in avanti compiuti in questi 3 anni trascorsi ad occuparci delle api, iniziando da zero. E' stata un'avventura emozionante, vera, passionale.

Quando ho visto spuntare il sole prima di mezzogiorno ed ho sentito il tepore mi sono immaginato le api che incominciavano ad uscire per assaporare questa prima ripresa di vita post autunnale e non stavo nella pelle. Volevo andare, non perchè ci fossero lavori particolari da fare, ma essenzialmente per stare in mezzo a loro.
 
Il nocciolo sta fiorendo... Un'ottima notizia.   














Questa passione, questa ancestrale attrazione, fa sorgere una volontà, una voglia di creare, di costruire, di innovare che non ha pari.

Ed ecco... Ho iniziato a scrivere questo post con l'intento di spiegare perchè un buon invernamento, fatto sin da luglio, determini in larga misura le possibilità di sopravvivenza delle colonie d'api e mi sono trovato travolto dal romanticismo, dalla bellezza della Natura che le api inevitabilmente portano con loro.

Il video qui sotto è stato girato una settimana fa esatta.. La giornata di oggi era leggermente più tiepida ed il movimento delle api maggiore.



Ora voglio però parlare dell'invernamento degli alveari... Ma come, parlo dell'invernamento a fine gennaio? Quando l'inverno ormai è quasi alle spalle? Eh si, perchè per capire se le famiglie di api sono state preparate bene per l'inverno è necessario che questo passi.. Solo a quel punto capiremo se avremo fatto un buon lavoro!

A mio avviso, pur dal basso della mia esperienza, sono due le cose che contano veramente a questo proposito. La prima... L'acaro varroa destructor va contrastato prima che sia troppo tardi, ovvero non oltre la metà di luglio di ciascun anno. Se si interviene dopo (come abbiamo fatto noi nel 2015 peraltro) la sopravvivenza degli alveari all'inverno ha minore probabilità di verificarsi.
La seconda... E' bene, in previsione dell'inverno, stringere le api su un numero di favi non superiore a 7-8.

Queste ovviamente non sono regole fisse. In apicoltura non esistono dogmi per cui in molte zone, in certi anni, in determinate condizioni e chi più ne ha più ne metta, quanto scritto sopra potrebbe risultare sbagliato. Quel che voglio dire è che nella zona nella quale oggi è posizionato l'apiario TerraFiorita e per quanto da noi sperimentato, le due regole di cui sopra sono per noi imprescindibili.

Mercoledì sera andremo avanti con la costruzione di arnie e melari in previsione della stagione 2016... Un'altra esperienza bellissima che si intensifica, quella della falegnameria apistica.

Al prossimo post!

Alessandro

domenica 10 gennaio 2016

Gennaio, un mese decisivo per gli alveari

Come potete sentire dal video qui sotto, le parole chiave di questo inverno a Stroppare sono: umidità, umidità ed ancora umidità.

Le api non apprezzano perchè proprio l'umidità è l'unico stato meteo che le api fanno fatica ad accettare.

Gennaio 2016 è stato sinora piuttosto piovoso -in antitesi rispetto a dicembre, assolutamente secco-; le temperature, fatta eccezione per i primi giorni dell'anno, non sono mai andate sotto lo zero ed anzi le massime sfiorano i 10°C.



Le fioriture sinora sono totalmente assenti; stiamo aspettando il nocciolo che l'anno scorso era fiorito già il 6 gennaio. La prossima settimana le previsioni dicono che ci sarà qualche giornata di sole e quindi potrebbe essere la volta buona per la fioritura degli amenti dei noccioli.

Le famiglie d'api, che ho visitato oggi, sembrano chi più chi meno in buone condizioni. In questo periodo è fondamentale assicurarsi che le api abbiano cibo a sufficienza e, soprattutto, che siano in grado di accedervi per nutrirsi. Mi spiego meglio...

In questo momento il nostro apiario si compone di 11 nuclei e 10 arnie. Tutte le arnie sono molto pesanti e questo ci rassicura sulla grande disponibilità di miele all'interno dell'alveare. Tuttavia ciò potrebbe non essere sufficiente. E' infatti decisiva la posizione del glomere di api.
L'arnia nr. 14, ad esempio, presenta il glomere affiancato alla parete est dell'arnia. Molto miele si trova invece sui 5 favi posizionati ad ovest.

Se fa freddo le api non si muovono dalla loro posizione in quanto è il calore del glomere che assicura loro la vita. Allontanarsi, pur di qualche decina di centimetri, per andare a prendere il miele significherebbe la morte.

In questi casi occorre approfittare di giornate soleggiate e con temperature le più elevate possibili per aprire velocemente l'arnia ed affiancare al glomere un favo carico di miele. In alternativa bisogna posizionare nell'immediata prossimità del glomere la nutrizione integrativa (es. il cosiddetto candito).

Tornando al nostro apiario oggi ho dotato tutte le famiglie di una vaschetta contenente candito da noi preparato. Si tratta di un alimento solido, molto importante in inverno. Gli alimenti liquidi (ad esempio gli sciroppi zuccherini) potrebbero causare fenomeni di diarrea, molto pericolosa in questo periodo dell'anno.

Il candito.. Miele, zucchero a velo e limone.


Ogni nutrizione di sostegno e/o stimolante viene interrotta molto in anticipo rispetto al posizionamento dei melari per la produzione di miele.

Al prossimo post!

Alessandro

venerdì 1 gennaio 2016

Appunti di viaggio. L'apicoltura va anche scritta.

Ho imparato sul campo che è fondamentale in apicoltura (ma non solo vorrei dire...) scrivere, scrivere e ancora scrivere.
Mi riferisco agli appunti presi direttamente in apiario, scritti sull'affezionato quadernetto direttamente appoggiati sul tetto di un'arnia oppure sul ramo di un albero.. Insomma appunti e schizzi frutto dell'osservazione diretta delle api e proprio per questo molto interessanti.

Per condurre un insieme di famiglie di api in maniera corretta è essenziale conoscere bene tutte le colonie. E' necessario avere ben chiaro in testa quali sono le caratteristiche predominanti di ciascuna regina, la popolosità della famiglia, la quantità di scorte disponibili e molto altro ancora.

Appunti tra la Natura...

Per avere sempre sotto mano tutte queste informazioni è necesario aquisirle quando disponibili, ovvero quando visitiamo fisicamente le nostre famiglie d'api. Poi, in inverno soprattutto, leggere questi appunti e rifletterci sopra, aiuta a migliorare la gestione delle api l'anno seguente.

Tuttavia anche l'inverno offre molti spunti di riflessione. Pur non potendo aprire le arnie, perchè troppo freddo, è possibile comunque capire molto sullo stato di salute di un'alveare semplicemente osservando i residui caduti dall'arnia sul fondo posto sotto la stessa.

Si tratta di un semplice pezzo di legno o di lamiera estraibile. Su di esso cadono prevalentemente pezzetti di cera e palline di polline. Il colore della cera è molto importante perchè se molto scura generalmente indica che è nata della covata, se chiara invece la famiglia sta togliendo il velo di cera posto sopra le cellette cariche di miele per consumarne.

Ogni tanto mi piace intervallare gli appunti con bozzetti di api operaie.. In questo caso una bottinatrice su fiori di lavanda

In inverno la quantità di materiale che cade e, soprattutto, l'estensione dello stesso sul fondo, ci dà un'idea abbastanza precisa sulla popolosità della famiglia, sulla sua forza e quindi in ultima analisi sulla probabilità che la stessa superi l'inverno.

Oggi è il primo gennaio 2016 e, da un punto di vista apistico, è ormai imminente la fioritura del nocciolo. I fiori maschili sono di fondamentale importanza per le api perchè ricchissimi di polline qualitativamente pregiato. Si tratterà del primo polline della stagione e, quindi, della prima fonte di proteine fresche per le nostre api. Che dire... Una bella boccata d'ossigeno dopo i sempre difficili mesi di novembre e dicembre.

Buon anno a tutti voi lettori del blog di TerraFiorita e, come di consueto, al prossimo post!

Alessandro





sabato 5 dicembre 2015

L'apicoltura di domani richiede una grande professionalità

Da sempre l'apicoltura, ovvero l'arte di occuparsi delle api, è un'attività molto complessa poichè incorpora in essa molte attività diverse che, a loro volta, presentano molteplici sfaccettature.
Pertanto anche l'apicoltore che per hobby si avvicina a tale fantastica realtà non può esimersi da approfonditi studi e dall'esercizio pratico dell'allevamento delle api e questo per diversi anni.

In attesa della fioritura, a gennaio, dei fiori maschili di nocciolo (si vedono nella parte alta della foto)
 
Solo dopo qualche anno di lavoro sul campo e di continuo aggiornamento si può dire di aver acquisito un po' di competenze in tal senso.

La pena per la mancata istruzione e la mancata "gavetta sul campo" è il fallimento dell'iniziativa, sia essa come detto hobbistica o professionale.

Oggi tutto questo non basta più.

Agli inizi degli anni '80 fu l'avvento dell'acaro varroa destructor a gettare nello sconforto gli apicoltori. Tale acaro causò enormi perdite al patrimonio apistico italiano ma fortunatamente si riuscrono a trovare gli antidoti necessari per tenerlo sotto controllo. Fù impossibile eradicare il problema tanto che conviviamo con la varroa ancora oggi ma, intervenendo sulle api con le modalità e con i tempi corretti, si riesce a far si che tale acaro non distrugga gli alveari.

Un altro problema "moderno" è legato all'utilizzo dei pesticidi e dei diserbanti. Indubbiamente agli inizi del secolo scorso l'impiego di tali sostanze era nettamente minore ma, con il passare dei decenni, la chimica è diventata essenziale per l'agricoltura convenzionale e ciò non può non aver avuto (ed avere) ricadute negative sulle api e, più in generale, su tutti gli insetti "utili".

Oggi nuove nubi minacciose si affacciano all'orizzonte e, in talune zone d'Italia, sta già piovendo a dirotto.

Sto parlando di due nemici delle api nuovi per il nostro Paese ma, purtroppo, ostici da affrontare.

Da ovest ha fatto il suo ingresso in Italia la pericolosa Vespa Velutina. Si tratta di un imenottero originario del sud-est asiatico che purtroppo ha fatto il suo ingresso in Europa poco più di 10 anni fa, nella Francia del Sud, probabilmente con un carico di merci provenienti dal sud-est asiatico per l'appunto. Da qualche anno è entrato anche in Italia.

Si tratta di un predatore dalle doti impressionanti. La sua dieta è costituita, purtroppo, in prevalenza dalle api. Le Vespe Velutine si posizionano in volo stazionario davanti agli ingressi degli alveari e catturano le api bottinatrici che tornano alle loro arnie.

In Liguria (per ora nelle provincie di Imperia e Savona) e nel sud-ovest del Piemonte gli attacchi di tali vespe (simili ai calabroni) hanno causato perdite notevolissime al patrimonio apistico tanto che, nei periodi di massima pressione sugli alveari (da luglio a settembre) non è praticamente possibile praticare l'apicoltura pena la perdita delle colonie d'api.

Questo flagello si sta espandendo a ritmi notevoli. Ad oggi ha invaso quasi tutta la Francia, il nord della Spagna e del Portogallo ed è entrata anche in Belgio ed in Germania, oltre che in Italia come detto.

Al fine di contrastare tale predatore diversi esperti nazionali stanno mettendo a punto varie strategie di lotta. Auguriamo loro un buon lavoro perchè non sarà facile individuare le metodologie giuste per contenere il problema.

Vi invito a consultare il sito www.vespavelutina.eu per approfondire la tematica.

Un altro pericolo per le api viene invece da sud. L'anno scorso sono stati individuati in alcuni alveari della Calabria degli esemplari di Aethina Tumida. Si tratta di un piccolo coleottero che si ciba di miele. Questo coleottero scava gallerie nei favi dell'alveare e mangia il miele in essi contenuto. Le feci che deposita fanno fermentare il miele stesso.

Ad oggi in Italia al fine di tentare un contenimento del problema si stanno bruciando gli alveari; purtroppo centinaia di arnie sono andate in fumo e vorremmo tutti che questo finisse quanto prima, individuando delle strategie alternative di lotta per preservare il delicato mondo apistico già in difficoltà.

Appare dunque chiaro come l'apicoltura di domani non possa essere esercitata se non in forza di grandi professionalità che si dovranno acquisire, come sempre giorno per giorno sul campo, ma anche aggiornandosi sulle tecniche di lotta a questi nuovi nemici delle api, sperimentando e, probabilmene, innovando.

Vi lascio per oggi con un paio di foto del nostro apiario di Stroppare in veste autunnale... Il corbezzolo è fiorito per la gioia delle api!






























Al prossimo post!

Alessandro