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domenica 28 dicembre 2014

Situazione degli alveari TerraFiorita al 28 dicembre 2014 -il primo vero freddo ha colpito-

L'inverno è ora arrivato... Ieri e oggi ho sublimato circa un grammo di acido ossalico su 8 alveari al fine di debellare completamente la varroa ancora presente. Sto riducendo le dosi di ossalico perchè vedo che le varroe che cadono sono in decisa diminuzione, però dobbiamo continuare fino a caduta zero così da poter iniziare la nuova stazione 2015 con alveari perfettamente ripuliti dall'acaro.

Le temperature un po' più alte della media che ci sono state sino ad una settimana fa circa di certo non hanno aiutato in questo senso perchè la regina poteva essere portata a covare ancora e dunque a fornire celle potenzialmente utili per l'insediamento dell'acaro varroa.

Da qualche giorno a questa parte però, come ho scritto all'inizio di questo post, è arrivato l'inverno. Oggi alle 14:00 in apiario a Stroppare di Pozzonovo la colonnina di mercurio segnava + 1° C. Ieri la pioggia, poi trasformatasi in neve intorno alle 16:00, ha reso le operazioni di sublimazione decisamente poco confortevoli ma tant'è... L'inverno è così ed è giusto assaporarlo per quello che ci può dare!

L'altro giorno ho sublimato l'acido ossalico su 4 nuclei d'api e devo dire di essere soddisfatto per la presenza di api al loro interno. Il peso dei nuclei è considerevole segno che sono presenti ancora molte scorte di miele; inoltre, osservando dalla porticina anteriore il fondo dell'arnia non si notano grandi quantità di api morte, anche questo ovviamente un bel segno.

Anche i fondi delle arnie visionate ieri erano decisamente puliti e le (poche) api morte sono state trasportate, dalle altre api che popolano ciascuna famiglia, all'esterno dell'arnia e giacevano sul predellino di volo. Questo è un bel segnale di vitalità della colonia in quanto ci fa capire che le api sono attive e trasportano prontamente fuori gli individui che purtroppo non ce la fanno.


Parte dell'apiario ieri 27/12/14, ore 15 circa
 
Purtroppo la visita di oggi ha riservato un'amara sorpresa. L'arnia nr. 9 non ce l'ha fatta. Mi ha insospettito il fatto per cui bussando sulle pareti dell'arnia non si avvertiva alcuna risposta da parte delle api. Ho provato più forte ma niente.
Allora ho deciso di aprire il coprifavo e purtroppo ho visto che le api presenti erano tutte morte; in parte giacevano sul fondo dell'arnia, in parte erano ancora aggrappate ai favi. Non c'erano segni di lotta e d'altronde il freddo intenso di questi ultimi giorni male si accompagna al rischio di saccheggio. Ritengo che sia stato il freddo ad uccidere queste api.

La rabbia mista a tristezza che sempre accompagna queste situazioni sta ora lasciando lo spazio alla riflessione. Perchè è accaduto? Capirlo sarebbe importante per limitare il rischio che ciò avvenga nuovamente in futuro.

Qualcosa abbiamo sbagliato nell'invernamento, non c'è alcun dubbio, poichè un alveare forte, ben popolato, non teme nemmeno temperature di 20 gradi sotto zero.

Il punto è che in questo momento non siamo in grado di capire quale sia stato l'errore e ciò perchè, tanto semplicemente quanto ingenuamente, non ci siamo scritti da nessuna parte la situazione di ciascun alveare all'atto dell'invernamento.


Apiario TerraFiorita. Lo spazio vuoto è quello lasciato dall'arnia nr. 4, saccheggiata. La nr. 9 (la nona da sinistra, di colore bianco) è quella le cui api sono state trovate oggi morte
 
E' chiaro che si tratta di un errore di gestione dell'apiario da non ripetere assolutamente. Se ci fossimo scritti che questo alveare, per esempio, a parità di popolazione era stato invernato con 1 favo di miele in meno degli altri (sto ipotizzando ovviamente) avremmo potuto immaginare i motivi della morte delle api di questa famiglia.

Ancora una volta l'apicoltura si rivela dura e pura. La Natura non perdona errori di gestione.

La lezione comunque, per quanto dura, è servita e di certo nel 2015 miglioreremo ancora.

Al prossimo post!

Alessandro

domenica 30 novembre 2014

Continua la lunga marcia verso l'agognata primavera 2015 -Alveari in salute (nonostante un saccheggio)-

E così domani sarà già il primo dicembre 2014. Come dire che l'anno nuovo è ad un passo insomma.. Il freddo qui a Stroppare di Pozzonovo non è ancora arrivato ed anche oggi la temperatura si è attestata sui 13-14° C.
Come al solito qui da noi il clima è molto umido e tra piogge e nebbie i giorni passano.

Le poche giornate soleggiate sono manna dal cielo per le api che ne approfittano per uscire dall'alveare. Eccone alcune, immortalate un paio di settimane fa, intente a ritornare alla loro casa...



Ci siamo lasciati l'ultima volta con l'apiario a quota 21 alveari, tutti in buona salute. Oggi purtroppo uno manca all'appello. L'arnia nr. 4 era più debole delle altre e, come più di qualche volta accade, con l'autunno e la conseguente scarsità di cibo, è arrivato il saccheggio dell'alveare.

Api di altri alveari hanno deciso di entrare in massa nella debole arnia nr. 4 ed hanno fatto razzia di tutto il miele che essa conteneva. Le api che vi risiedevano sono state uccise.

La Natura è fatta così... Un'alveare debole non avrebbe avuto speranze di superare l'inverno e la scarsità di nettare e polline hanno fatto sì che le api degli altri alveari dessero vita al saccheggio.

Il saccheggio è avvenuto il giorno 11 novembre ed il caso ha voluto che fossi in apiario in quel momento. Come si vede dalla foto che ho scattato quel giorno l'attacco è evidente. Una moltitudine di api entra nell'arnia nr. 4 (gialla) mentre gli ingressi delle altre arnie erano liberi.
Ho provato ad arrestare l'azione gettando prima acqua sulle api che entravano e poi mettendo dell'erba sul predellino di volo per ostacolare l'entrata.



Tutto inutile.

I manuali di apicoltura dicono di operare come descritto in caso di saccheggio ma la realtà è che se le api decidono di saccheggiare un'alveare nulla potrà impedirlo.

Ho parlato con un apicoltore che diceva di aver chiuso l'arnia che stava subendo un saccheggio, di averla portata per due giorni in cantina e di averla quindi riportata in apiario. Ebbene l'alveare è stato saccheggiato lo stesso.

In ogni caso, a parte questo incidente di percorso, tutto prosegue come dovrebbe. Gli alveari sono stati invernati con buone scorte di miele ed ora stiamo effettuando i trattamenti a base di acido ossalico sublimato al fine di contrastare l'acaro varroa.

Credo faremo almeno 3 trattamenti ripetuti a distanza di 7-8 giorni l'uno dall'altro al fine di abbattere la totalità degli acari.

Oggi abbiamo terminato la prima tornata di ossalico sublimato. Piove ma qualche ape esce lo stesso alla ricerca di nettare e polline. Poi capita che il freddo e la pioggia prendano il sopravvento e qualcuna non fa ritorno all'alveare.
Ecco una bottinatrice che ho trovato esausta aggrappata sul retro di un'arnia. Non ce la faceva più ed era zuppa d'acqua. L'ho portata dentro al suo alveare.



In queste serate autunnali stiamo continuando a costruire nuove arnie modello Dadant Blatt da 10 telaini in maniera tale da farci trovare pronti per la primavera 2015. Stiamo inoltre costruendo quanti più telaini possibile perchè, abbiamo imparato quest'anno, quando arriva il momento giusto (maggio) non bastano mai.

Al prossimo post!

Alessandro

sabato 22 novembre 2014

Corso sulle tecniche di produzione della pappa reale a Treviso. Grazie di tutto.

Ieri ed oggi io e mia moglie Ilaria abbiamo avuto la grande fortuna di partecipare ad un corso sulle tecniche di produzione della pappa reale tenuto a Treviso da Bruno Pasini, grandissimo apicoltore.
Sono stati due giorni intensi, ricchi di informazioni tecniche, ma non solo...

Sono state illustrate diverse tecniche relative alla produzione della pappa reale e sono stati spiegati molto bene anche altri concetti riguardanti il mondo delle api; le loro abitudini ed i prodotti dell'alveare. Si è infatti parlato anche di polline e di miele.

Si è parlato di come il COPAIT stia lavorando, pur tra mille difficoltà di varia natura, per tutelare la pappa reale fresca italiana, per farla conoscere il più possibile alle persone e per far sì che ci sia una corretta informazione per quanto riguarda questo prodotto nei confronti dei consumatori.

In proposito invito tutti a visitare il sito

 http://www.pappareale.org/

Devo dire che sia io sia mia moglie siamo rimasti sinceramente colpiti dalla passione che mettono queste bravissime persone in questo compito, così difficile. Stiamo parlando di apicoltori che hanno la loro azienda da portare avanti ma che NON si limitano a star dietro al loro orticello ma che, per il bene dell'apicoltura e del prossimo in generale, si danno da fare come forsennati per far passare dei concetti, per fare informazione

Ho visto persone che hanno preso l'aereo da Bari e dalla Sicilia per venire a Treviso a raccontare la loro storia e la loro esperienza con la produzione della pappa reale italiana.

C'è sicuramente tanto da fare e non è facile farlo perchè non vi sono fondi e perchè non c'è tanta partecipazione da parte di diversi produttori. Ma ho visto tanta voglia, ho visto una platea di corsisti composta in larga misura da giovani, uomini e donne, ho visto un grande interesse.

Abbiamo avuto la possibilità di arricchire il nostro patrimonio di conoscenze grazie allo scambio di idee, apisticamente interessanti, con altre persone che sono venute a Treviso da varie parti d'Italia.

Io, mia moglie e mio cognato, impegnati nel nostro progetto TerraFiorita, di certo non lesineremo sforzi per approfondire il più possibile questa materia e per cercare di produrre anche noi questo incredibile prodotto dell'alveare che è la pappa reale.

Speriamo di essere in grado di dare magari anche solo un piccolo contributo alla causa della valorizzazione e della tutela della pappa reale fresca italiana.

Di certo ce la metteremo tutta. Grazie a Bruno Pasini, grazie a Francesca, grazie a Savino Petruzzelli e grazie a tutti gli altri che hanno permesso la realizzazione di questo corso. Grazie perchè ci avete emozionato e perchè avete arricchito la nostra cultura.

A presto.

Alessandro Capuzzo

domenica 26 ottobre 2014

Invernamento degli alveari -la magia dell'apiario in pieno autunno-

Il mondo schizofrenico in cui viviamo normalmente spesso non lascia spazio e tempo allo svilupparsi delle nostre emozioni e dei nostri desideri veri, quelli che teniamo da qualche parte dentro di noi ma per mille motivi non possiamo o non riusciamo a tirare fuori.

L'autunno è iniziato ormai da qualche tempo ed in linea con la stagione le temperature si sono abbassate di diversi gradi.. Gli alberi hanno avvertito subito il cambiamento di stagione e le foglie hanno iniziato a cadere rendendo un po' malinconico ma anche romantico il paesaggio. 

Il nostro apiario sorge in mezzo ad alberi a foglia caduca per cui tutto intorno ad esso le foglie secche hanno iniziato a ricoprire il terreno. Le api continuano il loro via vai ma in maniera molto più calma rispetto all'estate in ragione sia delle temperature più basse sia della scarsa fioritura che caratterizza questo periodo.

Il sole scalda ormai debolmente le arnie ed il tramonto rende tutto veramente quasi magico. E' bellissimo osservare, verso sera, le ultime api bottinatrici tornare con il loro carico di nettare, come sempre fondamentale per la vita dell'alveare.


Particolare del nostro apiario di Stroppare di Pozzonovo (Pd)


Ci siamo lasciati a fine agosto con 21 alveari e ci ritroviamo oggi 26 ottobre 2014, nel pieno dell'autunno, sempre con i nostri 21 alveari e con diverse cose da raccontare...

Lo scorso anno abbiamo commesso l'imperdonabile errore, dovuto all'inesperienza, di iniziare a nutrire artificialmente le colonie d'api solo all'inizio di novembre. Chi conosce un po' di apicoltura sa che questa è una vera e propria follia.

Non avendo sostenuto i nostri alveari, che lo scorso anno altro non erano che nuclei su 6 - 7 telaini, ci siamo trovati a perdere alcuni di essi e ad affrontare l'inverno, del tutto impreparati, con soli 2 nuclei d'api.

Per tutto l'inverno abbiamo sostenuto amorevolmente queste due famiglie di api, abbiamo rischiato lo stesso di perderne una ma non abbiamo mollato e, complice un inverrno per nulla rigido, ce l'abbiamo fatta e abbiamo portato queste due famigliole d'api (di cui una veramente molto debole) in primavera.

Memori di quanto descritto ci siamo proposti, per il 2014, di non commettere nuovamente un simile errore e così, ligi a quanto descritto nei manuali d'apicoltura, abbiamo iniziato a fornire gradualmente ma con costanza alle famiglie di api dello sciroppo zuccherino sìn dalla fine di agosto quando le fioriture nelle nostre zone hanno iniziato a scarseggiare.

Ciò ha permesso alle api di immagazzinare molto nutrimento in vista dell'inverno. In alcuni alverari più deboli degli altri abbiamo inserito un telaino di miele opercolato estratto a luglio 2014 in aggiunta alla nutrizione artificiale a base di sciroppo zuccherino.


Il nostro apiario di Stroppare in una foto scattata i primi giorni di ottobre 2014


Nelle ultime 2 settimane abbiamo poi tolto da tutti gli alveari i favi privi di scorte e/o covata, quindi vuoti e li abbiamo messi a magazzino, pronti per essere utilizzati a primavera 2015.

Ad oggi abbiamo alcuni alverari ancora su 10 telaini, ed altri su 6 o 7 telaini. In tutte le famiglie le regine sono presenti ed attive, anche se in alune colonie lo sono di più rispetto ad altre che hanno perciò meno covata.

Tutte le famiglie comunque dispongono ad oggi di un buon numero di api e di ottime scorte di miele. Discrete anche le scorte di polline, importato naturalmente dalle api sulle fioriture che ancora trovano.

Siamo francamente soddisfatti del lavoro svolto sinora in questo 2014 perchè abbiamo acquisito molta esperienza che invece di mancava lo scorso anno. Naturalmente molta strada deve essere ancora percorsa e di certo affronteremo ancora molte delusioni dovute di sicuro a nostri errori di gestione ma d'altro canto si sa, le cose che si imparano meglio sono quelle che si apprendono sulla propria pelle, quelle per cui si soffre.

Nelle prossime due settimane completeremo l'attività di invernamento degli alveari vedendo se vi sono altri favi vuoti o semivuoti da togliere dalle arnie e vedendo altresì se sarà necessario aggiungere altri favi carichi di miele opercolato come provvista per l'inverno.

Prima di dicembre di certo tratteremo gli alveari con dell'acido ossalico sublimato al fine di tenere sotto controllo l'infestazione dell'acaro varroa destructor.

Al prossimo post!
Alessandro

martedì 26 agosto 2014

E' fine agosto... Abbiamo 21 alveari decisamente ben equilibrati

Ormai, giacchè è quasi finita, possiamo dirlo.. L'estate 2014 è stata ben poco estiva! Anche agosto, così come luglio, ha seguito qui nella nostra Stroppare di Pozzonovo (PD) una linea all'insegna del tempo instabile, piovaschi, cielo coperto e, di conseguenza, temperature non elevate.

Le api hanno lavorato abbastanza bene beneficiando soprattutto delle temperature miti. Inoltre le piogge che con regolarità sono cadute hanno reso possibili fioriture più abbondanti del solito e, di conseguenza, hanno determinato maggiori disponibilità di nettare e di polline.

Domenica 24 agosto abbiamo trasferito le api presenti in un nucleo da 6 favi in un'arnia da 10 che abbiamo ultimato di costruire proprio la scorsa settimana.

La nuova arnia in questione è la nr. 11. E' ormai ultimata la costruzione anche della numero 12... Ecco in falegnameria gli ultimi ritocchi alla 12..



Abbiamo ritagliato il nr. 12 sul foglio di carta... Ora è sufficiente un po' di spray nero ed il gioco è fatto!

L'occasione ci è stata propizia anche per controllare lo stato generale di tutte le famiglie d'api e per intervenire con la somministrazione di sciroppo zuccherino al bisogno.

La visita di domenica scorsa è stata la prima dopo il trattamento a base di acido ossalico per la lotta alla varroa per cui ci tenevamo anche a controllare che le famiglie fossero in salute. Da questo punto di vista non abbiamo riscontrato alcun problema; d'altro canto avevamo gocciolato ben poco prodotto acaricida visto che le api sia visivamente, sia al test dello zucchero a velo, risultavano poco infestate dall'acaro varroa destructor.


24/08/2014 -Affollamento di api nei pressi del predellino di volo dell'arnia nr. 01-



E' fondamentale lavorare da agosto ad ottobre/metà novembre sul versante delle scorte. Le api devono assolutamente disporre costantemente di miele all'interno dell'alveare perchè senza di esso muoiono letteralmente di fame.

L'anno scorso siamo stati ingannati in primo luogo dall'inesperienza ed in secondo luogo dal tempo mite e soleggiato che, qui da noi, è rimasto tale sino a fine novembre.
Il clima era mite e le piogge abbastanza rare però... non c'erano più fiori!! E' chiaro che ci possono essere anche le giornate più belle di questo Mondo però se le api si trovano di fronte soltanto un bel prato verde e nulla più, beh allora rischiano come detto di morire di fame.

In ogni caso è importante non eccedere mai con la nutrizione supplementare (sciroppo zuccherino) nel senso che è opportuno somministrarne un po' alla volta, in quantità modeste e con regolarità.

Nutrire abbondantemente, dimenticandosi dell'importantissima parola "EQUILIBRIO", significa generare un eccesso di scorte all'interno dell'alveare e, se da un lato le scorte come detto sono essenziali, dall'altro non è corretto eccedere perchè troppe scorte tolgono spazio alla covata (anch'essa importantissima al fine di dare ricambio alle api presenti nell'alveare).

Quindi, come ho già scritto diverse volte su questo blog, la parola d'ordine in apicoltura (ma non solo direi...) è equilibrio.

Equilibrio, in questo caso, tra covata e scorte.

Nei mesi intercorrenti tra agosto ed ottobre/novembre l'equilibrio di cui sopra rischia di essere infranto dall'assenza, o comunque dalla drastica riduzione, della fioritura.

E' chiaro quindi che, per mantenere un buon bilanciamento nell'alveare, dobbiamo intervenire a sostegno dello stesso.

Complessivamente i 21 alveari che attualmente abbiamo in apiario sono a nostro avviso equilibrati, taluni veramente perfetti e decisamente in gran forma, altri un po' meno ma sono comunque sulla strada giusta. C'è tutto il tempo per portarli forti all'inverno, a patto che vengano seguiti con attenzione.

Di questi 21 alveari ne abbiamo 2 (nuclei) che avevamo creato il 27 luglio '14 senza innesto dell'ape regina. Domenica scorsa, 24 agosto, abbiamo intravisto le prime uova deposte sulle celle dei favi di questi nuclei per cui siamo decisamente soddisfatti.

Ecco il nostro apiario in un brevissimo video girato domenica scorsa dopo aver ultimato di nutrire con sciroppo zuccherino gli alveari bisognosi di scorte...


Al prossimo post!

Alessandro



giovedì 14 agosto 2014

Ultimato il trattamento (molto leggero) con ossalico gocciolato. Ora si pensa a nutrire le famiglie.

Lavorare con le api ti porta inevitabilmente a doverti adattare ai ritmi della Natura e delle stagioni. Ad esempio a maggio c'è tantissimo lavoro da fare perchè le api, superato definitivamente l'inverno ed entrate in pieno vigore nella primavera, producono una quantità di prodotti (dalla cera al miele) incredibile. E tale impeto di lavoro va gestito.
D'altro canto la primavera, come si sa, rappresenta l'esplosione della Natura che pare non veda l'ora di scrollarsi di dosso l'inverno e a questa Legge rispondono anche le api. Se noi vogliamo lavorare con loro ci dobbiamo adattare.

Se questo è vero però ecco che ad agosto, che nell'immaginario collettivo richiama l'idea del torpore estivo, della canicola e quindi di ritmi rallentati, il lavoro in apiario diminuisce drasticamente. Non è più necessario essere lì tutte le settimane, anche più volte nel corso della settimana. Le visite si rarefanno ed anche il lavoro dell'apicoltore diventa meno "invasivo" dal momento che ci dobbiamo limitare a nutrire dove ce n'è bisogno ed a contrastare l'acaro varroa..

In questo contesto si riesce a ricavare qualche spazio di tempo per l'attività di falegnameria, sempre necessaria in apicoltura, soprattutto nel nostro caso dal momento che abbiamo deciso di costruirci dalla A alla Z tutte le arnie per le nostre api..

A proposito, ecco i risultati di queste sere estive... Nuove arnie sono ormai pronte e domenica prossima faranno il loro ingresso in apiario...






Lo scorso fine settimana è stato dedicato al trattamento degli alveari con ossalico gocciolato nonchè alla somministrazione di sciroppo zuccherino al fine di sostenere le famiglie che avevano meno scorte.
Per capire bene quali famiglie nutrire e su quali favi gocciolare l'ossalico abbiamo dato corso ad una visita veramente completa all'apiario. Sostanzialmente abbiamo ispezionato ogni singolo telaino di ogni arnia o nucleo.

Prima di iniziare il trattamento con l'acido ossalico abbiamo effettuato il test dello zucchero a velo per capire il livello di infestazione di varroa. Abbiamo preso a campione l'arnia nr. 2 che è quella dalla quale abbiamo attinto meno favi nel corso della primavera/estate 2014 al fine di creare nuovi nuclei.
Dal momento che questa è l'arnia che è stata manipolata meno delle altre ci attendavamo un livello di infestazione comunque non trascurabile.

Infatti è assodato che il prelievo costante nel tempo di favi di covata finalizzati alla creazione di nuovi nuclei riduce la percentuale di infestazione di varroa.

Il test si svolge in questa maniera: dapprima si prelevano da un telaino di covata delle api (circa 300); normalmente si usa un barattolino in plastica dotato di coperchio.

Le api in questione vengono quindi versate in un più capiente vaso (diciamo di quelli da miele da 1 kg) vuoto il cui tappo dovrà presentare un grande foro (praticamente grande quasi come tutto il tappo stesso) che provvederemo a chiudere con una rete metallica (noi abbiamo ritagliato una rete che normalmente viene usata per il fondo anti varroa delle arnie.

Non appena le api saranno state versate nel vaso da miele svuoteremo sopra le stesse un cucchiaio di zucchero a velo e chiuderemo il tappo.

A questo punto scuoteremo il vasetto (senza far uscire lo zucchero) per circa 2 minuti. Effettuata questa operazione lasceremo riposare il tutto per 1 minuto circa e quindi inizieremo a scuotere il vaso sopra un panno (o un foglio di carta) bagnato (meglio se bianco).

Man mano che scuoteremo (per circa 2 minuti) lo zucchero a velo cadrà e con esso le varroe che il processo messo in atto poco prima avrà fatto staccare dalle api.

A quel punto libereremo le api nell'arnia e conteremo le varroe cadute. Il numero di varroe va diviso quindi per 3 al fine di ottenere una media del numero di varroe ogni 100 api dell'arnia.

Diciamo che se il numero ottenuto è superiore a 5 generalmente ciò indica un livello di infestazione a livello di guardia.

Noi, come dicevo, abbiamo fatto questo test ed abbiamo visto cadere soltanto una varroa. Stiamo parlando quindi di un livello di infestazione veramente molto basso.

Francamente oggi come oggi non ci spieghiamo totalmente il motivo di questa apparente bassa infestazione (anche se ce ne rallegriamo ovviamente). Di certo, come ho scritto, un ruolo in tal senso l'ha giocato la creazione di nuovi nuclei, per dar vita ai quali abbiamo prelevato dai vari alveari telaini di covata ogni 1 o 2 settimane.

Inoltre va detto che a dicembre e a gennaio abbiamo effettuato un buon trattamento con ossalico sublimato che ha fatto il suo lavoro di pulizia.

Certamente potrebbe essere anche che il luogo in cui è sito l'apiario sia particolarmente favorevole da questo punto di vista (scarsità di varroa sul territorio). Di certo l'esperienza futura ci aiuterà a dare risposte più chiare.

Detto questo, in relazione ai risultati del sopra citato test, abbiamo gocciolato -solo sui telaini ben coperti dalle api (generalmente 3 o 4 per arnia)- non più di 2 ml di ossalico (rispetto ai 5 ml che generalmente si gocciolano). Secondo noi non era necessario esagerare per i motivi sopra esposti.

La visita, che come ho detto, è stata decisamente minuziosa, ci ha permesso anche di capire quali fossero gli alveari con minori scorte di miele rispetto agli altri.

Tali alveari hanno ricevuto dello sciroppo zuccherino che avevamo preparato qualche giorno prima (in rapporto di 1 litro di acqua e 2 kg di zucchero + succo di limone).

Tutto appare procedere con regolarità per cui le prossime settimane saranno all'insegna dei controlli periodici volti ad evitare di lasciare famiglie in stato di sofferenza per mancanza di nutrimento.

Ecco gli alveari (arnie e nuclei) appena finito il trattamento con l'ossalico e somministrata la nutrizione supplementare...



Al prossimo post!

Alessandro

domenica 27 luglio 2014

Abbiamo tolto i melari e creato gli ultimi 2 nuclei d'api 2014

E con oggi 27 luglio si chiude la nostra stagione apistica 2014, quantomeno per quanto riguarda la creazione di nuovi nuclei d'api.

In realtà non era nelle nostre idee dar vita a nuove colonie d'api però si sa, quando meno te l'aspetti... Ecco i fatti..

Stamattina avevamo in programma di togliere i melari dalle 4 arnie che l'avevano. Questo perchè nei prossimi giorni tratteremo gli alveari con l'acido ossalico gocciolato al fine di contrastare l'acaro varroa ed una corretta pratica di conduzione dell'apiario indica che i melari vanno sempre tolti prima di effettuare il trattamento.

Come già ho avuto modo di scrivere in alcuni precedenti post, abbiamo usato dei melari aventi la stessa dimensione del nido sottostante e, non avendo quest'anno intenzione di produrre miele per la vendita, non abbiamo usato l'escludi regina. L'ape regina era dunque libera di salire a melario per deporre le uova.

In effetti, ispezionando oggi i vari melari, abbiamo trovato una decina di favi di covata in vari stadi di sviluppo. Non avendo altre soluzioni abbiamo deciso di creare due nuclei da 6 favi ciascuno (4 di covata + due di scorte).

Purtroppo non avevamo a disposizione delle api regine già feconde per cui abbiamo creato questi nuovi alveari senza innestarvi l'ape regina.

Naturalmente questa scelta è rischiosa perchè effettuata il 27 luglio. Si consideri che la nuova regina, se tutto andrà secondo i piani, sfarfallerà verso il 18-20 agosto ma non è finita qui perchè a quel punto inizierà a deporre le uova che diventeranno nuove api operaie diverse settimane dopo.

In sintesi abbiamo creato due nuclei che probabilmente arriveranno ad affrontare l'inverno non al massimo della forza. D'altro canto però non avevamo alternative.

Ciò che possiamo fare per aiutare queste famiglie di api è nutrirle. Ad agosto non ci saranno tante fioriture così, per sopperire a tali mancanze, somministreremo dello sciroppo zuccherino. Vedremo a fine settembre come si presenterà la situazione..

Oggi intanto abbiamo notato una grande attività di importazione di polline da parte di tutti gli alveari. Moltissime api tornavano all'alveare con le cestelle delle zampe cariche di palline gialle! Ispezionando un po' i dintorni abbiamo visto che le api sono presenti sui fiori della Lagestroemia che, come si vede dalle foto scattate questo pomeriggio poco sotto, sono dotati di parecchio polline di colore giallo.

Ape bottinatrice su fiore di lagestroemia





Una volta creati, i due nuclei sono stati trasportati a circa 3 km di distanza dall'apiario d'origine e sono stati posizionati vicino a due altri nuclei che abbiamo creato (in quel caso con innesto di ape regina già fecondata) due settimane fa.

Ecco i nuclei...



Vi lascio con un video dei 4 nuclei della foto qui sopra in cui spiego l'attività svolta stamattina.

 


Al prossimo post!
Alessandro