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venerdì 5 giugno 2015

E' arrivato un gran caldo e con esso la produzione importante di cera negli alveari

Inizio giugno 2015, alle 14:00 si toccano i 37°C e di notte non si scende di certo sotto i 20-22°C. Il tiglio qui a Stroppare è fiorito oggi e, quindi, si apre ora a mio avviso la fase più frenetica della stagione apistica.
Frenetica perchè il tiglio è una pianta mellifera importantissima e molto generosa in termini di nettare offerto; ciò significa grandi importazioni negli alveari e quindi importanti produzioni di miele (meteo permettendo ovviamente).

Nel nostro caso, particolare perchè non avevamo prima di quest'anno alcun favo da melario già costruito, ci siamo trovati in una situazione in cui tutta l'acacia (prima grande fioritura della stagione) ha permesso alle api di immagazzinare una gran quantità di nettare nel nido ma non nei melari. Ciò perchè per l'appunto i melari non contenevano favi già costruiti e quindi atti a ricevere il miele e ai primi di maggio quando è fiorita l'acacia le famiglie (quasi tutte) non erano così popolate da sentire l'esigenza di salire nel melario al fine di costuire i favi in esso presenti.

Questo ha fatto si che nei nidi, post fioritura dell'acacia, iniziasse a scarseggiare lo spazio a disposizione della regina per l'ovideposizione. Che fare...

Nel frattempo le famiglie si sono sempre più popolate sino a diventare sciami decisamente importanti; le più forti da metà maggio in poi presentavano grandi quantità di api aggrappate ai fogli cerei siti nei melari ma non c'era verso che iniziassero a costruire cera... Solo degli abbozzi, ma molto lentamente. Eppure sotto lo spazio scarseggiava e le famiglie come detto erano super popolose.

Le temperature esterne però difficilmente superavano i 20-22°C di massima e la notte si scendeva sin quasi a 12°C.

Improvvisamente, meno di una settimana fa, è arrivato il caldo e con esso i fogli cerei dei melari hanno iniziato ad ingrossarsi. Le api stanno costruendo i favi dei melari e man mano che li costruiscono vi depositano il miele.

C'è poco da fare o da affrettare... La Natura ha i suoi tempi e le api seguono questi ritmi da millenni, che ci piaccia o no, in barba (giustamente) alle nostre esigenze.

Un favo recentemente costruito dalle api contenente già una bella rosa di covata opercolata. Il favo è stato realizzato solo qualche settimana fa e lo si capisce dal colore giallo chiaro della cera di cui è composto


Le nostre api stanno complessivamente bene, le famiglie sono tutte in salute e, salvo casi sporadici ma comunque non preoccupanti, sono tutte molto popolate.

E' molto importante l'ambiente nel quale le api vivono e prolificano e noi, obiettivamente, siamo decisamente fortunati pur essendo l'apiario sito in una zona rurale dedita in prevalenza a colture  di cereali.

Siamo fortunati perchè l'apiario è posizionato nel cuore di una piccola, forse piccolissima, riserva verde caratterizzata da un elemento fondamentale: la BIODIVERSITA'.

Si, perchè quelle poche centinaia di metri quadrati  che ospitano l'apiario, sono un trionfo di specie botaniche diverse, quasi completamente autoctone e di questo occorre ringraziare il sig. Sante, il padrone di casa, che in qualche decennio una dopo l'altra ha messo a dimora una miriade di varietà diverse.
In questa maniera le fioriture si susseguono nei vari mesi senza soluzione di continuità e, altra cosa importantissima, le api hanno a disposizione tante tipologie differenti di polline e ciò non può che avere effetti benefici sui loro organismi.

Anche l'agave trova spazio nell'area dell'apiario TerraFiorita

Al prossimo post!
Alessandro