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lunedì 28 marzo 2016

Api figliatrici ed arnie esplosive. Si inizia a far sul serio.

La primavera si intensifica giorno dopo giorno e gli alveari crescono in modo quasi esponenziale. Le arnie più forti presentano dai 6 ai 7 favi di covata e certamente saranno pronte per la raccolta dell'acacia a fine aprile/primi di maggio.

Arnia nr. 03. 7 i favi di covata.
 
Fa molto piacere poi vedere che le scorte di miele, dopo essersi ridotte al lumicino a fine inverno, iniziano a ripristinarsi in modo già apprezzabile. Come ho già avuto modo di scrivere nell'ultimo post poi sono addirittura molto abbondanti le scorte di polline stoccato nei favi. Quest'ultimo aspetto è legato al clima particolarmente asciutto di questi ultimi 10-15 giorni, in concomitanza con importantissime fioriture prevalentemente pollinifere.

Naturalmente siamo molto contenti della presenza di tutto questo polline poichè esso è condizione necessaria per il buon sviluppo della covata e, quindi delle famiglie d'api. Il polline dei fiori primaverili poi è in genere molto ricco di sostanze nutrienti e, la grande varietà di fioriture, è un altro aspetto positivo; sono stati infatti realizzati studi che hanno dimostrato che le api che possono attingere a diverse varietà di fiori e dunque di pollini, risultano più sane.

Arnia nr. 05. I sei favi centrali contengono abbondante covata.

Sorpresa negativa invece su uno dei nostri nuclei. In esso erano presenti api in buon numero ma, purtroppo, non c'era alcuna traccia della regina. Infatti nei due favi centrali hanno fatto capolino parecchie celle contenenti larve di fuco.. Dal momento che, come detto, la regina non c'era, questa famiglia ha una o più api figliatrici.

In una situazione normale la regina, per mezzo dei feromoni, impedisce lo sviluppo delle ovaie nelle api operaie e, dunque, impedisce loro la deposizione. In assenza di regina capita, come in questo caso, che una o più operaie abbiano sviluppato parzialmente il loro apparato riproduttivo e siano dunque in grado di generare uova.

Tuttavia tali uova, non essendo state fecondate, non daranno mai vita a nuove operaie (femmine) ma soltanto a fuchi (maschi).
Come logica conseguenza quest'alveare vedrebbe la sua popolazione costantemente diminuire sino alla completa estinzione.

Rimettere ordine in un alveare del genere non sarà facile, anzi le probabilità di insuccesso sono alte, però ho voluto tentare la seguente soluzione: ho portato il nucleo a circa 70 metri dalla sua posizione originaria e con calma ho scosso a terra tutte le api presenti su ogni favo ed infine anche quelle aggrappate alle pareti interne del nucleo.

Al posto del nucleo portato via dall'apiario ho posizionato, immediatamente dopo aver spostato l'altro, un altro nucleo contenente soltanto un favo di covata molto giovane e uova prelevato da un alveare particolarmente forte dell'apiario. Il favo avente covata fresca e uova, immesso nel nuovo nucleo, è stato privato dalle api che lo ricoprivano, le quali sono rimaste dunque nell'arnia d'origine.

La maggior parte delle api scosse a terra a 70 metri di distanza hanno fatto ritorno al luogo d'origine e sono entrate nel nuovo nucleo che avevo posizionato. Trovando al suo interno il favo con uova e covata giovane dovrebbero iniziare a prendersene cura allevando da un uovo o da una giovane larva, la nuova regina.

Le ultime api fanno ritorno alla base dopo essere state scosse a terra. Il nuovo nucleo è quello più a sinistra nella foto.





Ho inserito poi nel nuovo nucleo anche gli altri favi che avevo scosso dalle api in precedenza poichè essi contenevano abbondante polline e nettare.

Un discreto numero di api è invece rimasto a terra, incapace di orientarsi per far ritorno al luogo d'origine. Tra esse sicuramente le api figliatrici che, avendo trascorso un lungo tempo dentro l'alveare per deporre hanno smarrito il senso dell'orientamento. Eccole nella foto qui sotto.




Tra qualche giorno il momento della verità. Se sono presenti celle reali nel favo innestato nel nuovo nucleo allora le api stanno allevando la nuova regina e ci sarà una speranza di futuro per quest'alveare.

Al prossimo post!

Alessandro