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domenica 24 marzo 2013

MA QUANTO IMPORTANTI SONO LE API!


Di solito ci viene abbastanza naturale associare le api alla produzione del miele, forse della propoli, ma il più delle volte nulla più.

L'obiettivo primario di questo blog è cercare di diffondere quante più informazioni possibili circa il preziosissimo lavoro svolto dalle api. Un lavoro di inestimabile valore, il cui prodotto va ben oltre la produzione del miele e degli altri prodotti dell'alveare.

Si cercherà di far questo raccontando questa nostra esperienza di apicoltura, che parte veramente dall'ABC. Un'esperienza che, come qualsiasi altra dovrebbe, ha origine dallo studio teorico della materia di interesse, accompagnato dalla passione per il progetto che si sta portando avanti.

Ecco allora che da questo studio apprendiamo che le api, insieme a numerosi altri insetti pronubi -ma le api prevalentemente-, contribuiscono indicativamente per l'80% all'impollinazione delle specie vegetali; solo il restante 20% del lavoro viene fatto dal vento.

FOCUS: I Fiori.

La maggior parte delle piante sono entomofile; esse cioè hanno fiori, il cui organo sessuale femminile (ovulo), per poter dar vita ai semi ha bisogno di essere fecondato dal polline non dello stesso fiore bensì di un fiore diverso.

Solo una minoranza di piante sono ermafrodite; ovvero piante che si autofecondano. In questo caso dunque, il polline di un determinato fiore feconda l'ovulo del medesimo fiore.

In ogni caso, esclusa questa minoranza di piante, tutte le altre necessitano di “vettori” che trasportino il polline da un fiore all'altro. Come detto in precedenza l'ape è il vettore per eccellenza.

L'ape, essendo interessata al nettare, si dirige al nettario del fiore. Entrando in esso l'ape si “sporca” del polline contenuto negli stami e quindi poi, volando di fiore in fiore, feconda (per mezzo del polline) l'ovario.

Di seguito un bozzetto relativo ad una sezione tipo di fiore con l'indicazione delle diverse componenti il fiore stesso..

 
Pertanto, qualora venissero disgraziatamente a mancare le api (per esempio a causa di sconsiderati impieghi di pesticidi e/o altre sostanze inquinanti), le conseguenze per l'intero ecosistema, uomo compreso, sarebbero molto pesanti.

Per questo motivo il lavoro dell'apicoltore, secondo il nostro punto di vista, per quanto debba rispettare le logiche dell'economicità e della profittabilità, deve essere guidato da principi di fondo molto più alti e nobili, che sono quelli di cui ho parlato poc'anzi; ovvero un lavoro attraverso il quale possa contribuire al mantenimento di quell'equilibrio tanto invisibile quanto fondamentale.

Con questo spirito e con questi principi ha avuto inizio la nostra personale esperienza.