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domenica 20 ottobre 2013

Un'altra lezione, dura ma necessaria. Perdiamo un altro nucleo.


Che bella l'apicoltura, perchè ti fa capire per bene i meccanismi semplici della Natura...

Che bella l'apicoltura, perchè ad ogni visita l'alverare ti insegna qualcosa e ti ricorda che alle Leggi della Natura non è possibile derogare, mai.

E così la scorsa settimana, in occasione di una normale nostra visita di controllo pre-invernamento, scopriamo che uno dei nostri nuclei migliori è praticamente rimasto quasi senz'api.

Perchè? Nell'immediato abbiamo pensato ad un saccheggio dell'alveare ma poi, a mente fredda, abbiamo capito.

Ho già scritto un paio di post fa del nostro errore inerente il trattamento di un'arnia con l'ossalico gocciolato; errore che ha compromesso l'alveare. In quell'occasione decidemmo di riunire le api rimaste in quell'arnia a seguito dell'errato trattamento con l'ossalico proprio con il nucleo di cui stiamo parlando ora.

Le cose che possono essere accadute sono due:

1 – la “vecchia” arnia sulla quale avevamo sbagliato il trattamento aveva ancora in essa la regina, magari danneggiata, ma presente. Se era così è evidente che travasando anche la regina, insieme alle operaie residue, all'interno del nucleo abbiamo dato l'innesco ad una battaglia perchè abbiamo messo insieme due regine nello stesso alveare.

2 – la regina nella “vecchia” arnia non c'era più effettivamente e quindi noi abbiamo riunito soltanto le operaie residue con la popolazione presente nel nucleo. Come le abbiamo riunite però? Semplicemente scrollandole all'interno del nucleo, convinti che non ci sarebbe stata aggressione da parte delle “residenti” nel nucleo perchè queste erano in numero enormemente più elevato rispetto alle api che vi abbiamo inserito.

Questa nostra supposizione potrebbe essersi rivelata errata e potrebbe essersi verificata comunque un'aggressione tra i due gruppi nell'ambito della quale è rimasta uccisa anche la regina del nucleo.

Secondo noi la seconda ipotesi è nel nostro caso la più probabile.

Cosa avremmo dovuto fare per operare nella maniera più prudente? Avremmo dovuto posizionare il contenitore delle api provenienti dalla “vecchia” arnia sopra il nucleo ricevente ed avremmo dovuto frapporre tra i due un foglio di giornale bucherellato finemente.
Il tempo che le api dei due gruppi avrebbero impiegato per rompere il foglio di giornale al fine di entrare in contatto sarebbe stato sufficiente per permettere agli odori dei due gruppi di mescolarsi, determinando così l'assenza dell'aggressione.

La Natura quindi non perdona. L'errore qui non è ammesso.

Pertanto, a causa di due errori, il secondo dei quali derivante dal primo, ci troviamo ad avere soli 3 nuclei rispetto ai 5 che avevamo solo qualche settimana fa.

Ora lavoreremo con estrema attenzione al fine di evitare ulteriori perdite così da poter portare questi 3 nuclei in primavera.
Essi saranno allora il punto di partenza per la vera e propria fase di sviluppo del nostro apiario.

Ecco un bel video relativo all'ispezione di uno di questi 3 nuclei.


Va detto che in tutti e 3 abbiamo notato grande presenza di api ed anche di covata. Scorte di miele e polline in buona quantità.

Purtroppo c'è presenza anche di varroa ma d'altro canto sappiamo bene che si tratta di una malattia endemica e l'unica soluzione ad oggi è quella di limitare i danni in maniera tale che tale acaro non comprometta le famiglie.
Per questo motivo tra un paio di settimane daremo corso ad un trattamento con acido ossalico sublimato, così da abbattere la stragrande maggioranza delle varroe presenti sulle api.

Al prossimo post!

Alessandro