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domenica 4 ottobre 2015

Ottobre 2015 -quasi pronti per l'inveramento degli alveari-

E' da poco iniziato il mese di ottobre e le nostre api, in virtù delle buone temperature e di discrete giornate di sole, si avventurano in voli intensi ed i cui esiti non sono per nulla scontati.

Nella nostra zona il fattore chiave, in questo periodo, è il seguente: le temperature gradevoli e le giornate mediamente soleggiate, spingono le bottinatrici ad uscire per cercare cibo. Purtroppo però le fioriture scarseggiano; pertanto i voli sono lunghi, alla ricerca di fiorellini che noi non vedremmo neppure.

Quest'estenuante attività da parte delle api non porta dunque ritorni proporzionali alle energie consumate e dunque, come logica conseguenza, si genera un progressivo consumo delle scorte già presenti all'interno dell'alveare.

Gli alveari peraltro sono particolarmente popolati il che è sicuramente un bene perchè ci apprestiamo ad affrontare l'inverno, stagione nella quale più calore significa maggiori possibilità di sopravvivenza. Tuttavia, se è vero che c'è un gran numero di api, è altrettanto vero che esse devono nutrirsi e per farlo necessitano di nettare e di polline.

Nel nostro caso abbiamo osservato negli alveari delle buone riserve di polline e delle altrettanto buone attività di importazione dello stesso da parte delle bottinatrici. Il polline è essenziale per lo sviluppo della covata e quindi c'è da essere soddisfatti.

Non si può dire la stessa cosa invece per quanto concerne il nettare. Le scorte di miele non sono abbondanti o, più precisamente, non lo sono in tutti gli alveari.

Ieri quindi l'attività principale che abbiamo portato avanti nel corso di una approfondita visita all'apiario, ha avuto ad oggetto il riequilibrio delle diverse famiglie d'api, togliendo uno o due favi di miele ad arnie che ne avevano troppo per darlo alle colonie che ne erano quasi sprovviste.

Ad integrazione abbiamo poi nutrito quasi tutti gli alveari somministrando loro, per mezzo semplici vaschette di plastica bucherellate con un ago sul fondo, dell'altro miele.
Si tratta di parte del miele che abbiamo raccolto quest'estate e ora restituiamo, almeno in piccola parte, alle api dal momento che ne hanno bisogno.

La giornata di ieri è terminata riunendo due nuclei in uno poichè uno di essi, pur avendo la regina, era decisamente poco popolato mentre l'altro era orfano e dunque non aveva alcuna chance di superare l'inverno.

Qualche preoccupazione l'abbiamo avuta visitando l'arnia nr. 5. Si tratta dell'arnia in assoluto più produttiva dell'apiario però, se da un lato erano presenti buone scorte di miele, dall'altro non era presente nel modo più assoluto covata, se non un mezzo favo di covata ormai nascente.

Ieri non siamo riusciti ad individuare la regina il che ci aveva fatto pensare ad un'orfanità, molto pericolosa, se non letale, in questo periodo dell'anno.

Quest'oggi dunque, per fugare ogni dubbio, mi sono recato nuovamente in apiario e mi sono concentrato esclusivamente su quest'alveare. Ho notato fin da subito un particolare che mi era sfuggito ieri: sul lato esterno di un favo centrale dell'alveare si intravedevano i resti di quella che era stata una cella reale. Dunque la regina originaria effettivamene non c'era più ed al suo posto ne era stata allevata un'altra.

Il che spiegava la mancanza di covata fresca. Ma la regina nuova? Ero quasi certo che non avrebbe potuto essere stata fecondata perchè i fuchi sono veramente rari in questo periodo..... Eppure...


Ecco la nostra regina dell'arnia nr. 5 intenta alla deposizione!

Eppure quando tutto sembra perduto accade che individuo la nuova regina ed è feconda! Lo si vede perchè l'addome è rigonfio.

E' una bella sorpresa, una storia, quella di quest'alveare, che continua!

Eccola di nuovo in tutto il suo splendore...

Al prossimo post!
Alessandro