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domenica 24 gennaio 2016

Le api, una scuola di vita

E' appena passata la settimana più fredda di quest'inverno, almeno sino ad ora... Le temperature hanno sfiorato i -6°C ed anche le massime non sono salite sopra i 4-5°.

Le giornate sono state però soleggiate e questo ha permesso alle api di uscire, almeno nelle ore più calde della giornata, per i voli di purificazione e per iniziare a raccogliere il primo nettare e polline della stagione, poca cosa ovviamente se confrontati con quelli della primavera ma, proprio perchè è inverno, molto importanti.

Passeggiavo oggi in mezzo alle arnie, respirando l'inverno a pieni polmoni e venendo sfiorato dai voli delle api. Ho pensato ai passi in avanti compiuti in questi 3 anni trascorsi ad occuparci delle api, iniziando da zero. E' stata un'avventura emozionante, vera, passionale.

Quando ho visto spuntare il sole prima di mezzogiorno ed ho sentito il tepore mi sono immaginato le api che incominciavano ad uscire per assaporare questa prima ripresa di vita post autunnale e non stavo nella pelle. Volevo andare, non perchè ci fossero lavori particolari da fare, ma essenzialmente per stare in mezzo a loro.
 
Il nocciolo sta fiorendo... Un'ottima notizia.   














Questa passione, questa ancestrale attrazione, fa sorgere una volontà, una voglia di creare, di costruire, di innovare che non ha pari.

Ed ecco... Ho iniziato a scrivere questo post con l'intento di spiegare perchè un buon invernamento, fatto sin da luglio, determini in larga misura le possibilità di sopravvivenza delle colonie d'api e mi sono trovato travolto dal romanticismo, dalla bellezza della Natura che le api inevitabilmente portano con loro.

Il video qui sotto è stato girato una settimana fa esatta.. La giornata di oggi era leggermente più tiepida ed il movimento delle api maggiore.



Ora voglio però parlare dell'invernamento degli alveari... Ma come, parlo dell'invernamento a fine gennaio? Quando l'inverno ormai è quasi alle spalle? Eh si, perchè per capire se le famiglie di api sono state preparate bene per l'inverno è necessario che questo passi.. Solo a quel punto capiremo se avremo fatto un buon lavoro!

A mio avviso, pur dal basso della mia esperienza, sono due le cose che contano veramente a questo proposito. La prima... L'acaro varroa destructor va contrastato prima che sia troppo tardi, ovvero non oltre la metà di luglio di ciascun anno. Se si interviene dopo (come abbiamo fatto noi nel 2015 peraltro) la sopravvivenza degli alveari all'inverno ha minore probabilità di verificarsi.
La seconda... E' bene, in previsione dell'inverno, stringere le api su un numero di favi non superiore a 7-8.

Queste ovviamente non sono regole fisse. In apicoltura non esistono dogmi per cui in molte zone, in certi anni, in determinate condizioni e chi più ne ha più ne metta, quanto scritto sopra potrebbe risultare sbagliato. Quel che voglio dire è che nella zona nella quale oggi è posizionato l'apiario TerraFiorita e per quanto da noi sperimentato, le due regole di cui sopra sono per noi imprescindibili.

Mercoledì sera andremo avanti con la costruzione di arnie e melari in previsione della stagione 2016... Un'altra esperienza bellissima che si intensifica, quella della falegnameria apistica.

Al prossimo post!

Alessandro